Scontro Associazioni disabili-poste italiane: “Donna sorda discriminata per due volte, respingiamo le scuse”

Dopo l'episodio di luglio denunciato da Carrozzine determinate e l'Associazione Accessibilità & Eventi Deaf Aps, la 76enne si sarebbe vista rifiutare la richiesta di abbassare la mascherina per leggere il labiale: chiesto l'intervento del ministro e il Cruc porta il caso in regione

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Ferrante davanti all'ufficio postale dove si sarebbero verificati i casi di discriminazione
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Si sarebbe verificato un nuovo episodio di discriminazione nei confronti di una donna non udente di 76 anni nell’ufficio postale 6 di via nazionale adriatica.

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La prima volta la donna sarebbe stata invitata ad andare via con uno “sgraditissimo gesto delle mani” rifiutandosi, in sostanza, di abbassarsi la mascherina nonostante il plexiglass presente e impedendole dunque di leggere il labiale. La stessa cosa sarebbe accaduta pochi giorni fa quando un’altra impiegata si sarebbe rifiutata di fare esattamente la stessa cosa alla richiesta della signora Anna, questo il suo nome.

A denunciarlo, ancora una volta, sono il presidente dell’associazione Carrozzine determinate Claudio Ferrante e la presidente associazione Accessibilità & Eventi Deaf Aps Donatella Ruggieri che oltre a rimandare indietro le scuse fatte da Poste Italiane a metà luglio quando fu reso pubblico il primo presunto episodio di discriminazione, ma chiedendo anche l’intervento del ministro per le politiche della disabilità Erika Stefani “perché non è la prima volta che cittadini con disabilità subiscono tali discriminazioni”.

Discriminazioni evitabili, sottolineano, con l’utilizzo di una mascherina trasparente. L’appello è rivolto anche all’assessore alle pari opportunità e le politiche per la disabilità del Comune di Pescara Nicoletta Di Nisio “che ha sempre dimostrato grande sensibilità ed empatia”, sottolineano Ferrante e Ruggeri, oltre che al direttore provinciale delle Poste Pio Violante cui chiedono di intervenire per “far rispettare diritti e dignità e di tutte le persone con disabilità nell’ottica di una loro effettiva integrazione nella società, così come previsto dalla Costituzione italiana e dalle convenzioni internazionali”.

Le due associazioni ricordano che già dopo il primo episodio era stata avviata un’indagine interna comunicata a loro anche nel corso di un incontro dal direttore dell’ufficio postale dove si sarebbero verificati i due episodi. A seguito del secondo ci sarebbe stato un nuovo incontro nel corso del quale i dirigenti avrebbero riferito loro che “non potevano garantire le pari opportunità alla signora sorda perché le impiegate rivendicavano il diritto alla sicurezza e che quindi in futuro non si sarebbero abbassate le mascherine e non avrebbero nemmeno indossato quelle trasparenti se pur per qualche secondo”.

Di qui la richiesta di intervenire “con urgenza per porre fine a questa gravissima discriminazione aggravata”. A raccogliere l’appello intanto è Donato Fioriti, presidente dell’associazione consumatori “Contribuenti Abruzzo” e componente del Cruc (consulta regionale utenti e consumatori) della Regione Abruzzo che parla di una situazione “kafkiana” ai danni della donna. Oltre ad esprimere la solidarietà fa sapere che l’argomento sarà portato all’attenzione del Cruc “affinché casi simili non si ripetano, sensibilizzando istituzionalmente l’ azienda coinvolta.

Comprendiamo certamente – dichiara Fioriti- il diritto degli impiegati postali a non abbassare la mascherina per ragioni di sicurezza e lo condividiamo, ma in presenza di mascherine trasparenti, per di più donate dall’associazione Carrozzine determinate, il loro mancato uso ci lascia perplessi. Siamo certi – conclude – che una grande azienda come Poste Italiane riesca a trovare la sensibilità giusta, al di là del rispetto normativo che deve essere assicurato anche sulla base della carta della qualità dei servizi pubblici postali, per far sì che quanto accaduto non si ripeta ancora”.

Anche da lui l’appello a Violante che sarà convocato alla prima seduta utile della consulta regionale.

 

 

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