“Un quarto degli italiani è a rischio povertà o esclusione sociale“

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Questa è l’amara conclusione che  emerge da una Indagine dell’Istat nel suo Report “Condizioni di vita e reddito”.

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Come abbiamo sempre segnalato sono ancora molto evidenti le disuguaglianze, specie nel mondo della disabilità, tra Nord e Sud d’Italia in ogni settore, dove il 29% circa della popolazione sono a rischio di povertà, esclusione sociale, carenza di lavoro e di sicurezza sociale, mentre nel Mezzogiorno sale al 46,4%, al Centro dal 22,1% al 24,5, al Nord è al 17,4% .

Secondo i dati Istat le persone con più di 65 anni, oggi, il 15% della popolazione anziana e nel 2025 saranno del 25% e mancano Case di Riposo in grado di garantire una adeguata assistenza di evitare quella esclusione sociale che l’Ente Statistico ci fa presente,

Sono dati statisti molto preoccupanti che salgono qualora si tratta di famiglie con 5 o più componenti, ma la Famiglia, comunque, è e resta la risorsa fondamentale per il futuro !

 

La Chiesa Cattolica è per la difesa della Famiglia, non solo quella cristiana ma anche quella laica,  anela a seguire o meditare l’insegnamento della Chiesa su questa reale istituzione fondamentale di ogni società, “incaricata” a riprodurre e dare continuità sul piano biologico ed umano a questa risorsa fondamentale per il futuro .

 

Nella lettura globale di quella cellula fondamentale del consorzio umano e civile che è la famiglia, in cui i diversi problemi educativi e generazionali incontrano nella cultura attuale variegate situazioni di conflitto, la Chiesa nel suo insieme ha fermato prevalentemente la propria attenzione sulla diffusione sempre più ampia di un modello interpretativo della persona in ogni età dall’accoglienza della vita nascente al suo declino in una sintesi più profonda ed autentica del rispetto della dignità dell’uomo.

La famiglia, bene prezioso e risorsa insostituibile in un modello sociale, sarebbe opportuno, per non dire essenziale, che conservi quei valori di solidarietà e di coesione sociale, continui a mantenere la promessa di fedeltà reciproca nei coniugi, continui a farsi carico dei propri figli, continui ad aiutare i propri genitori anziani, continui a curare i membri disabili o svantaggiati, ma restando pur sempre una barriera al dilagare di una cultura sterile, individualista, silenziosa e sorda.

Pur in presenza di profondi cambiamenti, sotto gli occhi di tutti, la famiglia italiana a dispetto di ogni assurdità, è ancora una istituzione che “tiene”, mentre appare certo che da qualche tempo il dibattito politico sulla famiglia sembra riguardare essenzialmente eventuali pseudo interventi posticci, promesse che spesso sono avvolte dal velo dell’ipocrisia .

Per il mondo della disabilità non bastano le esteriorità se non sono seguite da concrete proposizioni quali, fra l’altro, forme migliori di assistenza sociale o quelle di considerare che il disabile percepisce, anche quello in famiglia, in media, mensilmente 279,47 euro, sufficienti alla sopravvivenza per non morire !

 

La politica è ormai stata “defenestrata” dalle corruzioni, malversazioni, concussioni e da ogni violazione del diritto penale e civile, questo non va certamente a vantaggio della crescita della gioventù, tanta decantata, ma poco valutata.

Purtroppo per ogni essere umano colpito da una concentrazione di handicap, un riconoscimento economico-morale più aderente alla realtà sociale è giustizia, non dimenticando che la soglia di povertà è, salvo diversa “determinazione”, di euro 600,00, che costituirebbe un atto sulla protezione ed assistenza sociale incarnato nella Costituzione per non sentirsi abbandonato, perché la solitudine non diventi il regno della confusione anche mentale .

Ancora una volta bisogna constatare che le Istituzioni paradossalmente dimenticano quelle “calamità sociali” sopra ricordate, mentre nell’opinione pubblica si rinnova il timore di perdere quei diritti che fanno parte dell’etica sociale, cioè il rispetto della persona in condizioni di disabilità psico-fisica, specchio per eccellenza della verità di una parte della società che necessita aiuto e solidarietà .

Il rispetto della dignità della “persona psico-fisica malata”, forse, non condivisa dalle Istituzioni, dove proposte, progetti e disegni di legge di riforma restano abbandonati nel dimenticatoio o nei cassetti delle Camere Legislative, costituisce una beffa ad una speranza principalmente anelata dalle famiglie, tradite ancora una volta da una politica carica di silenzi e disinteresse !.

Il n/s Paese è costantemente “preso” nella litigiosità politica ( davvero scandalosa !) con scambi di accuse ( micidiali “forme” per abbattere la democrazia ! ) delusioni ( cittadini beffati, i quali devono avere anch’essi, come gli amici a 4 zampe, rispettata e promossa la loro dignità etica), senza minimamente avvertire se emergenze (non solo quelle della crisi economica), esigenze come quelle di particolare tutela ed assistenza sanitaria ed ospedaliera per categorie di pazienti fragili come persone in età avanzata disabili psico-fisici, malati terminali), siano degne di essere chiamate tali e vergognosamente lasciate nell’angolo più buio del buon senso!

La famiglia è “incappata” nel turbinio delle contraddizioni di questi nostri tempi, ma ricordiamolo sempre essa è il trampolino di lancio della capacità di relazione sociale, perché senza famiglia non c’è socializzazione, né Nazione.

La crisi economica è grave e preoccupante, però non si deve dimenticare che se si tenta di distruggere il fondamento della famiglia, cellula primaria della società, è indiscutibile : la società va a “rotoli” !

Anche se si parla di aiuti alle famiglie nelle politiche sociali, ( oh! quanti politici “dicono di difendere la famiglia” e citano freddamente la parola “ bene comune ” !) continua la cultura di voler prestare attenzione ai problemi delle convivenze, coppie di fatto, single, matrimoni omosessuali, ma si tralascia la famiglia, specialmente quella dove insiste un malato psico-fisico, tutto il complesso familiare resta estraniato dalle Istituzioni !

La famiglia, che i rilevamenti statistici, quei pochi dell’Istat che abbiamo citato e che la  fantasia sociale forse vogliono affermare essere lo sviluppo di una cultura troppo spesso indirizzata contro ogni forma di vincolo matrimoniale in favore di nuove modalità dell’essere famiglia, deve restare ancora oggi salda e di continuazione tradizionale, perché, spesso, la libertà della persona finisce dove comincia il libertinaggio della politica.

Con le parole del Santo Giovanni Paolo II° : “Andiamo avanti con speranza”!

Previte

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