La crisi sociale, ancor più quella economica, colpisce la famiglia specie quella dove insiste il disabile fisico e l’handicappato psichico

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Molte sono le cause che influiscono il senso della vita sociale, considerato che la maggior parte risiede nella crisi economica, ma soprattutto nella crisi della famiglia ormai “preda” delle vicissitudini sociali ed inoltre per quelle di tutto il mondo della disabilità, della sofferenza, del dolore.

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Disabili-535x300La Famiglia é “gabbata”, i disabili fisici e psichici defraudati dei loro diritti da tanti anni e da Documenti, che in breve citiamo . Non solo le Conclusioni della 12° Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati-“Indagine Conoscitiva sulla chiusura degli ospedali Psichiatrici ”del 16 luglio 1997, o come l’Accordo Conferenza Unificata del 17.10.2013 Pres. Cons. Ministri ai sensi del Dgl 28 agosto 1997 n.281 concernente le Residenze Psichiatriche, che sono strutture riabilitative per persone con disturbi psichiatrici .

Quello che colpisce la famiglia ed i singoli è la perdita del senso della vita, la quasi disintegrazione sociale, la povertà, i nuovi poveri, l’educazione, la giustizia sociale, quella istituzionale, insomma un complesso di “circostanze” che determinano anche lo sfaldamento della istituzione famiglia .

Papa Francesco ha lanciato un tweet dal suo account @Pontifex: “Ognuno è chiamato a prendersi cura della vita delle famiglie: esse non sono un problema, sono un’opportunità”.

Ancora una volta dobbiamo ribadire che la famiglia è anche quella del mondo della disabilità e che nel suo complesso è intesa “ come società naturale fondata sul matrimonio” ( Cost. Italiana art.29), come società originaria le cui basi non derivano dallo Stato, ma si sono sviluppate attraverso un processo millenario .

I “padri” della n/s Costituzione hanno riconosciuto, giustamente, la parità giuridica e morale dei coniugi, abolendo la supremazia del marito con la riforma del Diritto di Famiglia nel 1975 dove “ i coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare ( art.144 del Codice Civile), mentre con legge 1 dicembre 1970 n. 898 è stato introdotto il divorzio .

Abbiamo fatto riferimento alla perdita del senso della vita ed una crescente prevalenza dell’individualismo, o meglio del relativismo anche dell’essere umano, che comporta la rottura dei vincoli individuali, sociali,-familiari, dove dilagano sostanze stupefacenti che in virtù dei loro effetti malefici infirmano il sistema nervoso centrale e causano menti psicologicamente labili, specie in famiglia ed ora tra i giovani, tendenze che comportano importanti interrogativi di tematiche anche sociali.

Assistiamo al’affermarsi del fenomeno della frammentarietà del sapere e proprio per questo spesso è vana la ricerca di quello che “ non pochi si chiedono se abbia ancora senso porsi una domanda sul senso” (punto 81 Capitolo VII° Lettera Enciclica “ Fide set Ratio” del Santo Giovanni Paolo II°).

Osserviamo con profonda preoccupazione anche il costo sociale d’ogni “cosa”, del sovrappopolamento delle carceri ( ma perché il “popolo carcerario straniero” non lo si “manda” ai loro Paesi di origine), una carenza di sistemi educativi, un crescente numero di divorzi, una notevole formazione di coppie di fatto, una società che nega la specificità del matrimonio tra uomo e donna, che non protegge la vita da una crescente delinquenza e violenza causate anche dalla disoccupazione, dalla precarietà dei servizi sanitari specie quelli ospedalieri, l’aggressività tra consanguinei, una miriade di fatti che rendono la vita una corsa ad ostacoli, che incidono fortemente nelle periferie della grandi città, come sovente “grida” Papa Francesco !.

Abbiamo una società senza bambini, una società alla sbaraglio che non protegge la vita, perché come ha detto Madre Teresa di Calcutta “nel mondo occidentale, dove la gente sembra più ricca, vi è una fame più intensa ed una povertà interiore più grande di quella che si riscontra nelle viuzze di Calcutta” .

Cosa possiamo proporre ai politici in questa Torre di Babele, in questa esosa ed inutile burocrazia, in questa scalcinata e virulenta politica ?

Che si inizi un responsabile dialogo nella trattazione della materia sociale e non chiacchiere, che si renda giustizia, che si renda stabilità nell’ordine pubblico, nelle trattazioni delle necessità della gente, che qui non possiamo elencare, ma che mancano per rendere equità .

E con le parole sagge del Santo Giovanni Paolo II° : “ Andiamo avanti con speranza

Previte

 

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