A Felina gli Italiani di bocce per sordi: quando la diversità diventa valore

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di Luca Tondelli – Reggionline

A imporsi nelle gare è stata Treviso, ma il momento che ha emozionato è stato l’inno di Mameli proposto con la lingua dei segni dai ragazzi delle scuole medie. Sul campo hanno vinto Trieste e Brescia, fuori vince l’anima delle persone

CASTELNOVO MONTI (Reggio Emilia) – Un dato sportivo importante, ma è stato soprattutto l’aspetto delle relazioni umane a rendere speciali i campionati italiani di bocce specialità Raffa della Federazione sport sordi che si sono svolti sui campi di Felina.

A partire dall’inaugurazione, quando i ragazzi della 1ª E delle vicine scuole medie hanno accompagnato l’inno di Mameli eseguito dalla Banda di Felina con la lingua dei segni, che hanno studiato nelle ultime settimane. “Stiamo seguendo con grande emozione e gioia l’accordo con la federazione nazionale sport sordi perché per noi è motivo di orgoglio e di vanto per la comunità”, ha detto il sindaco Enrico Bini.

Il campionato è stato anche l’occasione per accompagnare i partecipanti a scoprire l’Appennino e le sue eccellenze, come la Latteria del Fornacione e la Pietra di Bismantova. Per quanto riguarda i risultati, alla fine hanno dominato gli atleti di Trieste che si sono aggiudicati il titolo italiano individuale con Giuseppe Fiorin, il titolo a terne con Claudio Bortot, Francesco Iommelli e Giuseppe Fiorin, e anche quello per società. Fra le donne la migliore è stata la bresciana Anna Pizio che ha preceduto due giocatrici di Torino, Valentina Benvenuti e Teresa Sorace.

 

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