Ciao! Mi chiamo Gimmi! – breve storia di una donazione mai avvenuta

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Mi presento: il mio nome è Gimmi, sono un piccolo LOOP portatile e ho paura del buio. Mi vesto preferibilmente con la banda blu, ma se vi piace gialla non ci sono problemi, l’importante è che mi adottiate.

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Da troppo tempo mi tengono chiuso a chiave in un armadio, le mie batterie ricaricabili sono allo stremo; ogni tanto i miei amici dell’APIC mi tirano fuori e mi collegano alla presa elettrica per consentirmi un minimo di autonomia e per raccontarmi qualche storia che io prontamente trasmetto alle loro bobine.

E pensare che quando sono stato acquistato nel 2016 assieme ad altri 10 miei fratelli ne ero felicissimo, il progetto in cui ero stato destinato andava a gonfie vele e mi attendeva un ruolo di grande responsabilità presso lo sportello di accoglienza di  uno dei  principali ospedali di Torino! E invece no, li ho visti partire uno a uno i miei fratelli, anche con un pizzico di invidia, ma sapevo che presto sarebbe toccato a me scattare non appena sarebbe giunta LA telefonata, che non è mai arrivata.

2017, anno nuovo vita nuova e nuovo progetto dei miei amici Apicini, questa volta ancora più ambizioso, vengo raggiunto da altri 8 miei cugini. Il mio ruolo è uno dei principali, si tratta di occuparsi dell’accoglienza del principale ospedale di un capoluogo di provincia! Seguo con i transistor in gola tutti gli scambi di missive e contromissive e ad un certo punto addirittura sento i miei amici mettersi d’accordo tra loro per decidere quale mezzo utilizzare per raggiungere la località che mi attende, poi più niente, saluto uno a uno i miei cugini e ad un certo punto mi ritrovo di nuovo solo nel mio armadio! Per carità, non è che si sta malaccio, ho un ottimo rapporto con la stampante laser con cui ci faccio lunghe chiacchierate malgrado i suoi continui sbalzi di umore; invece trovo presuntuoso e supermontato il loop fisso che viene utilizzato in altro modo; pensare che siamo pure parenti, seppur alla lontana.

Ed eccoci nel 2018. Questa volta non si può fallire, il progetto è ad hoc su di me, si tratta di andare a prendere servizio presso il più grande centro anagrafico regionale, gestito dal comune capoluogo e prima capitale di Italia! Lo stesso comune sta facendo della tecnologia il suo cavallo di battaglia e va da se che è ormai cosa fatta. Questa volta vengo addirittura invitato a tenere una lezione dai i responsabili comunali, i quali almeno davanti a me, sono entusiasti di quello che faccio, ancora poche settimane e sicuro…. finalmente avrò la mia collocazione ideale! Ma poi non si sa bene per quale motivo nessuno fa seguito a quanto promesso, i miei amici provano più volte a risvegliare l’interesse ma tutto tace.

Ed eccoci ai giorni nostri: oggi il volontario di turno mi ha tenuto in carica per 2 ore e siccome era da solo, per  testarne il funzionamento non ha fatto che ripetere continuamente  la frase che più odio (ma lui non lo sa, gli voglio un mondo di bene) …….<<sa, sa, sa prova!…. sa, sa, sa prova!…. sa, sa, sa prova!…. sa, sa, sa prova!…. sa, sa, sa prova!…. sa, sa, sa prova!…. sa, sa, sa prova!…. sa, sa, sa prova!….>>…….
Ogni tanto si fanno sentire i miei fratelli e cugini, mi raccontano le loro avventure e quanto si sentono utili, giuro che ad oggi non ho mai augurato a nessuno di loro di cadere dal bancone o di incappare in un cortocircuito, la cosa grave è che però seppur solo una volta queste cose le ho pensate……

Amici, aiutatemi a rimanere quello che sono!!!!

Per ora è tutto, vi terrò aggiornati degli sviluppi!
Gimmi, il piccolo loop che ha paura del buio.

http://www.apic.torino.it/

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