In due anni Fermo sarà la prima città in Italia a misura di sordi

"Formazione, app, guide turistiche, spiaggia e tanto altro"

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di Raffaele Vitali

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FERMO “Nulla su di noi, senza di noi” è uno dei motti dei non udenti. Per questo è un giorno di festa quello della presentazione del progetto che trasformerà Fermo nella prima città deaf friendly d’Italia.

La dicitura in inglese non è per moda, ma per raggiungere il mondo.

Il significato è semplice: ‘città facilmente accessibile a cittadini e visitatori sordi’. Un progetto guidato da Carlo Nofri e che coinvolge tanti partner e che viene tenuto a battesimo dalla prefetta vicaria De Notaristefani di Vastogirardi, “iniziativa fantastica”, e dal presidente di Confindustria Fermo, Fabrizio Luciani, che sulla formazione crede fortemente, e don Vinicio Albanesi, il primo che le barriere della disabilità le ha cancellate.

“Un progetto pilota partito quattro anni fa con un primo convegno dal titolo ‘oltre il muro del suono’. Come Istituto San Domenico abbiamo prima fatto partire un corso di laurea per mediatori internazionali delle lingue dei segni, che non si limitassero a tradurre dalla lingua italiana, ma che apprendessero anche lingue di altri popoli. Sembrava un sogno ma lo abbiamo realizzato” prosegue Carlo Nofri che ha interagito con tre ministri dell’Università e onorevoli sensibili come Mirella Emiliozzi, che è in prima fila anche oggi.

Il corso di laurea è al terzo anno, Giulia e Anastasia che si alternano per ‘tradurre’ le parole dei relatori ne sono un esempio. Ma è un’altra la tappa che Fermo oggi celebra: “Costruire una città davvero accessibile”. Per farlo l’intera comunità verrà coinvolta, premiando l’impegno dei soggetti con visibilità sui social e in ogni comunicazione.

“Vogliamo incrementare concretamente il numero di turisti sordi, portando inevitabili benefici economici e poi valorizzare le persone sorde, creando dei deaf Ambassador” ribadisce Nofri guardando Gianluca Vecchi, presidente Ataf, che condivide l’obiettivo. “Per farlo dovremo formare le persone senza mai fermarci, approfittando del fatto che Fermo è Learning City Unesco”.

Tutto questo è il calcio d’inizio, utilizzando un bando della Presidenza del Consiglio dei ministri e uno della Regione che sono diventati il la per un percorso che va oltre il capoluogo. “Il bando lo abbiamo vinto con un progetto che fa parte di uno più ampio della Regione, ‘Marche for all’. Il nostro coinvolge anche Porto San Giorgio. ma abbiamo previsto che talune azioni siano aperte ai comuni limitrofi, pensando agli stakeholder provinciali”.

Fondi pubblici per un progetto pilota i cui risultati dovranno essere studiati a livello regionale. “Sono coinvolti alberghi, biblioteche, musei, comuni, scuole, università, associazioni, forze dell’ordine”.

Ma cosa verrà davvero fatto? Per cominciare corsi di formazione di base nella lingua dei segni per operatori del turismo, della sanità e delle forze dell’ordine. Insegneremo anche quella dei segni americana. Noi vogliamo diffondere la conoscenza, per fare accoglienza di turisti sordi stranieri bisogna poter comunicare”.

Secondo step, con il programma ‘Business’ ci sarà la consegna di un bollino blu. Terza parte, la creazione dei deaf Ambassador, ovvero la creazione di guide e accompagnatori di chi sceglie questo territorio. “In questo modo valorizzeremo alcune persone sorde del territorio”.

Ed è proprio questo il punto che più piace ai non udenti e che conquista don Vinicio Albanesi. “Mi è venuto un brivido mentre Nofri parlava: invitare chi è disabile come turista a Fermo è un traguardo dopo 56 anni di attività della comunità di Capodarco.  Qui si fa un salto di qualità, si istruiscono le persone in termini scientifici. Con don Franco, il fondatore, siamo partiti all’arrembaggio, sentire oggi che c’è un progetto europeo che va incontro a una disabilità è davvero un sogno”.

Anche perché non ci si ferma ai primi tre step, c’è un ulteriore parte del progetto che riguarda la tecnologia e il coinvolgimento di luoghi turistici come l’aeroporto. “E’ in arrivo un accordo con il Sanzio di Ancona: sarà il primo in Italia ad avere un punto di informazione turistica in lingua dei segni”.

E poi saranno creati software di video traduzione per il sistema sanitario e quello delle forze dell’ordine. chicca finale, pensando al turismo più puro, “con le suore Canossiane – prosegue Nofri con la voce sempre più soddisfatta – realizzeremo una Deaf friendly summer beach, ovvero una spiaggia per persone sorde in cui ci saranno interpreti in lingua dei segni, a cominciare dal bagnino”.

La cosa più banale, quanto fondamentale, è l’App che darà informazioni turistiche in italiano, inglese e lingua dei segni. E siccome anche una volta dentro l’albergo potrebbe servire assistenza senza scendere in reception, saranno programmati dei tablet da lasciare nelle stanze in modo che ci sia un continuo videocollegamento tra il cliente sordomuto e l’operatore.

Un progetto innovativo, unico nel suo genere e finanziato. Ma soprattutto voluto, che è la parte fondamentale. la conferma arriva dai sindaci Calcinaro e Vesprini, dal presidente degli industriali, “lavorando in rete questa piccola realtà può davvero crescere”, gli onorevoli, le associazioni e soprattutto gli albergatori.

“Formeremo commercianti e operatori turistici, insegneremo la Lis e infine faremo dei sordi le prime guide del territorio anche grazie ai laureandi della San Domenico” aggiunge Nofri che poi conclude con una citazione: ‘Un sogno è solo un sogno, un obiettivo è un sogno con un progetto e una scadenza’. E tutto andrà fatto entro il 2024, il futuro è davvero iniziato.

 

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