Coronavirus, la vita impossibile dei sordi con le mascherine: “Ci serve leggere il labiale”

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Prima delle mascherine basavano la loro interazione sulla lettura delle labbra. Adesso, con le bocche nascoste da valvole e tessuti, la vita delle persone sorde si è fatta più complicata.

“Da strumento protettivo – afferma Ilaria Galbusera, capitana bergamasca della nazionale pallavolo sordi – le mascherine sono diventate un muro insormontabile”. Chiedere un’informazione per strada o una medicina in farmacia è diventata una faccenda piuttosto complessa. E se l’interlocutore non ha la possibilità di abbassarsi la mascherina le incomprensioni rischiano di diventare anche pericolose.

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Una soluzione potrebbe essere l’adozione – almeno negli uffici pubblici – di mascherine trasparenti. Il problema, osserva Mauro Nobile, designer e ideatore di un particolare tipo di mascherina che sta prendendo piede a Voghera, è che le protezioni trasparenti – pur brevettate per un particolare materiale anti-appannamento – è che non sono riconosciute come dispositivi medici e, quindi, mancano di certificazioni e deducibilità dalle tasse.

“Regione Lombardia si è interessata e ha scritto al Governo – ricorda il presidente lombardo dell’Ente Nazionale Sordi Renzo Corti – ma dopo tre mesi siamo ancora in attesa di una risposta”.

di Andrea Lattanzi

 

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