La malattia mentale è una malattia sociale?

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Non è facile “parlare” della malattia mentale, si non è facile, in quanto argomento inviso alle Istituzioni, ma grave e difficile per il tempo e la vastità di questo Comparto Sanitario e soprattutto perché incompreso, tralasciato, dimenticato, soprattutto dalle Istituzioni ! Infatti non passa giorno che fatti, episodi, situazioni riconducibili al disagio mentale assai diffuso, lasciano attonita e smarrita l’opinione pubblica. Constatiamo con grande sgomento che, come in un campo di battaglia, cadono continuamente famiglie intere o singoli sotto i colpi mortali di menti malate o sconvolte alle quali le Istituzioni ancora oggi, dopo ben 41 anni dall’emanazione delle Leggi che ne hanno quasi distrutto il “sistema”, senza apportare, dare un asilo sicuro agli “ammalati” od adeguate garanzie di accoglimento e di sicurezza. Quelle tragedie che colpiscono le famiglie, le cui dinamiche scaturiscono quasi sempre da menti psichicamente instabili, stanno a dimostrare e testimoniare l’urgenza di un “problema” di vaste proporzioni che non deve sfuggire alle regole della ragione e garantire la sicurezza a tutti .

Da indagini e consultazioni statistiche sono circa 10 milioni le persone, dalla depressione primo disordine funzionale della persona, alla schizofrenia grave, che soffrono di disturbi psichici di varia natura ed intensità diverse. Costoro, nella maggior parte, sono affidati alle cure delle rispettive famiglie, mentre le Istituzioni, TUTTE, stanno alla finestra a “guardare e non guardare” il panorama della sofferenza. La dimensione del “fenomeno” dello sviluppo del disagio psichico è molto significativo e pare allargarsi in maniera tale che necessita di consistenti interventi Socio-Legislativi per dare risposte a quelle necessità dei parenti che sono costretti a far fronte quotidianamente a “fatti” che logorano le loro resistenze psico-fisiche in una silenziosa sofferenza.

La rievocazione di episodi, personaggi, avvenimenti anche in questi giorni rievocati o ampiamente posti in maniera precaria e temporanea alla ribalta dai mass media per le “incapacità di intendere e volere”, sono eticamente “considerazioni”, “tecniche giuridiche”, in parole povere “sotterfugi” sui quali dovrebbe calare il “sipario” del silenzio, ma alla luce dei “fatti” ricorrenti questi lasciano nell’intimo dell’opinione pubblica molte perplessità, dubbi e sconcerto perché “l’incapacità di intendere o volere” non dirime l’aggravamento per il “fattaccio avvenuto”.

Le Norme che regolano quelle “Leggi” mancanti di riordino dell’Assistenza Psichiatrica vanno rivedute in una proposizione che renda ragione e giustizia, perché fin oggi questa “problematica” ha compiuto un cammino tra demagogia e conflittualità, quindi “oggetto” di revisione, che hanno stimolato Politici, Operatori del Settore, Organizzazioni Private del non-profit (anche finanziate dallo Stato), o soluzioni verso l’interesse di un “business” del malato di mente, per l’allargamento alla consuetudine di affidare i “malati” a Strutture Cooperativistiche o Private.

L’uomo fisicamente disabile, come quello anche psichico, è un essere umano da assistere, un essere  umano che ha una propria potenzialità, una propria capacità ed una dignità uguale a quella di tutti i cittadini, la cui intrinseca aspirazione tende alla piena libertà ed indipendenza.

Prima di concludere vorrei ricordare che tre Papi diversi, uno polacco, Papa Woityla, fedele al Suo spirito battagliero ed alla Sua capacità di relazione con i Governi e la parte laica; l’altro tedesco, Papa Ratzingher con il tono risoluto, ma nel contempo pacato, Papa Francesco da vero papà, sono stati di pungolo nel quadro Politico-Sociale per quanto concerne la problematica della sofferenza psichica.

Di fronte ai richiami del Magistero della Chiesa, innanzi a considerazioni sopra accennate, urge rimuovere e risolvere i problemi di carattere sociale in cui vivono tante famiglie per cause diverse, perché la famiglia è e deve restare il motore universale della società civile e questo lo diciamo a “coloro” che dicono di difenderla .

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II°: “ Andiamo avanti con speranza “

Previte

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