Quando chiedi ad Alessandro se ha in programma un’altra impresa lui sorride e ti risponde così: “Nell’immediato ancora nessuna, ma arriverà presto. Sarà anche un modo per far conoscere la Sindrome di Usher, malattia da cui sono affetto, e raccogliere fondi per la ricerca”. L’ultima impresa di Alessandro Mennella, savonese 36enne sordo e non vedente, è stata una traversata benefica a nuoto organizzata da RarePartners: sette chilometri in mare aperto fatti lo scorso 15 settembre, legato coscia a coscia con la nuotatrice Marcella Zaccariello. “Il mio motto – dice – è vivere la vita al massimo”.

RarePartners è un’organizzazione no profit, nata nel 2010, che si occupa di malattie rare come talassemia, fibrosi cistica e sindrome di Usher. L’obiettivo è trasformare i risultati della ricerca di base in prodotti e terapie utili ai pazienti. Cercando di far avanzare quei progetti che hanno possibilità di sviluppo ma che hanno bisogno di finanziamenti e competenze specifiche. Per farlo sono state pensate e organizzate imprese sportive in giro per l’Italia. Il progetto a cui ha partecipato Alessandro (dal nome ‘Mi fido di te’) consisteva in una traversata in mare aperto da Finale Ligure a Noli, all’interno della terza tappa dell’Italian Open Water Tour. Alessandro e Marcella sono arrivati al traguardo stremati, dopo aver completato i 7mila metri e aver affrontato il mare grosso e le onde che hanno scoraggiato molti dei 145 partecipanti a completare il percorso. Loro no. Hanno nuotato fino al traguardo dopo tre ore di fatica.

“Per i primi chilometri il mare era tranquillo e avevo l’orologio col Gps che mi scandiva, tramite vibrazione, i 500 metri. Quindi ho nuotato immerso in pensieri sparsi, e nuotare era automatico – ricorda Alessandro –. Poi, quando il mare ha iniziato ad agitarsi e l’orologio ha perso il segnale smettendo di indicarmi la distanza percorsa, ho perso ogni riferimento spazio-temporale. Quando siamo arrivati non mi sembrava di avere nuotato per tre ore”.