E’ Famiglia dove insiste un disabile sia fisico che psichico?

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Certamente : è Famiglia tutta, considerata cellula primaria della società, anche quella dove esiste ed insiste un disabile fisico che handicappato psichico !

Lo abbiamo raccomandato al Sinodo dei Vescovi e lo raccomandiamo sempre, mentre nel giorno della Festa di San Francesco d’Assisi Patrono d’Italia a sostegno dell’unità della Famiglia, in comunione con tutte le famiglie del mondo, il popolo cristiano è stato in Piazza San Pietro in preghiera con Papa Francesco . La famiglia, composta da uomo e donna che la Chiesa Cattolica sostiene a fronte delle “nuove concezioni” , è stata “concepita” come una società originaria le cui basi sono per la creazione della prole anche se derivano da aggregazione di persone sviluppate attraverso un processo millenario di libertà . Essa è tale riconoscendo la parità Giuridica e Morale dei Coniugi dove soltanto con la Riforma del Diritto di Famiglia nel 1975 è stato attuato il principio costituzionale, ma abolita la supremazia del marito. La nuova Legge stabilisce infatti che “ i coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare “ ( art 144 Codice Civile ) mentre con Legge 1° dicembre 1970 n.898 è stato introdotto il divorzio .

Come sempre dice il Pontefice nella Lettera indirizzata alle Famiglie, sarà un tempo che porterà letizia alla Chiesa, che ha l’intento di salvare e tutelare la famiglia.  Però ancora una volta la n/s Associazione rivolge un appello al Sinodo dei Vescovi perché non può non tenere in evidenza quanto siano drammatiche le situazioni nelle famiglie in cui “vive” un disabile fisico, soprattutto quando un componente soffre di natura psichica, quest’ultimo “titolare” di pietose vicende quasi giornaliere. E’ necessario, imperioso urgente, che le situazioni delle famiglie in cui insiste un sofferente ed un disabile siano rispettate e valorizzate perché costituiscono la cultura del rispetto della persona umana Devono essere sempre difesi e tutelati i diritti della persona umana, specialmente quando persone sono portatori di handicap di salute e di povertà, “soggetti” più colpiti da sventure del genere umano, è quanto anelano dal Sinodo dei Vescovi le famiglie del mondo della disabilità, della sofferenza, del dolore che abbondano nella società.. Il n/s Paese è costantemente “preso” nella litigiosità Politica ( davvero scandalosa!) con scambi di accuse ( micidiali “forme” per abbattere la democrazia ) senza minimamente avvertire se emergenze (giuste, ma non solo quelle dello sbarco di migranti extra comunitari), esigenze ( come quelle di particolare tutela ed Assistenza Sanitaria ed Ospedaliera per categorie di pazienti fragili come persone in età avanzata disabili psico-fisici, malati terminali), siano degne di essere chiamate tali e vergognosamente lasciate nell’angolo più buio del buon senso ! I principi di difesa e di tutela della persona umana sono necessari al mondo della solitudine, ancor più a quello della disabilità, che si trovano là dove specialmente sono inerenti i portatori di handicap, “soggetti” più deboli del genere umano.

Quando si richiamano i fondamentali diritti umani, i principi civili, cristiani, sociali della vita e della famiglia, parte del mondo moderno innalza un “muro di opposizione”, quasi a contestare e tentare di privare il diritto di parlare se si toccano argomenti che riguardano queste “ problematiche.” Quando le idee non collimano con la Politica,col P maiuscolo come dice Papa Francesco, con il mondo dei mass media o con frange di contestatori, con la scusa ed in nome della libertà di parola di un libertinaggio molto marcato, non si deve tacere, ma difendere il versante della Morale.  La famiglia è nel turbinio delle contraddizioni di questi nostri tempi, ma ricordiamolo sempre essa è il trampolino di lancio della capacità di relazione sociale, perché senza famiglia non c’è socializzazione.

La crisi è grave e preoccupante perché si tenta di distruggere il fondamento della famiglia !  E’ vero che esistono situazioni difficili e casi che meritano rispetto, ma una cosa è l’andare a sanare situazioni con provvedimenti amministrativi, altra è stravolgere il diritto di famiglia fondato sul matrimonio tra uomo e donna come sancisce la Costituzione Italiana ed il diritto etico . Non è impossibile che un matrimonio possa naufragare, ma resta pur sempre l’Istituto Giuridico od il Vincolo Religioso che dà garanzie di durata, anche se all’origine, a volte, non vi è stata una severa presa di coscienza del matrimonio con il quale sono cresciute le nostre comunità . Se poi vi sono bambini questi subiscono disordini psicologici ( nevrosi, turbe psichiche, asocialità ecc.) e quanto alle coppie omosessuali è ovvio che queste non possono contribuire alla procreazione, cioè alla continuazione del genere umano ! In questa società che si dibatte in serie difficoltà economiche, morali, violenze in famiglia, negli stadi di calcio, problemi extra comunitari, disagio giovanile, droga, eutanasia, depressione, ecc. mali di cui soffre la nostra società, se si distrugge la famiglia, ma come si può riconquistare quei valori morali indispensabili che si tenta e si vuole abbattere anche in Italia, come  avviene in alcuni Paesi ? 

Bisogna difendere la vita affinché non si abbatte definitivamente ciò che resta della nostra società.

Questa deve essere la sintesi di un più moderno concetto di libertà, di azione, di proposizione, di convivenza civile che costituiscono il senso della vita, il rispetto della dignità umana e della libertà in questa civiltà dell’individualismo e dell’indifferenza che si tenta di instaurare da troppo tempo.

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II° : Andiamo avanti con speranza”!

 

Previte

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