Papa Francesco: “In troppi amano cani e gatti e ignorano la sofferenza del vicino”

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“ La pietà non va confusa neppure con la compassione che proviamo per gli animali”, mentre “ vediamo tanta gente attaccata ai gatti, ai cani, poi lasciano senza aiutare la fame del vicino”-( Papa Francesco 14 maggio 2016 Piazza San Pietro )

mfront_cani_33442885_2(1)E’ un’analisi naturale che vede, che interpreta, che dice la verità quella di Papa Francesco, che non ci sorprende mai durante le spiegazioni del Santo Vangelo sulle Opere di Misericordia. La sua riflessione sulla Misericordia non è la pietà che non va confusa con il pietismo, neppure con la compassione che si rivolge agli animali, ma quella pietas che tutti dovremmo provare davanti alle sofferenze degli “altri”, dei nostri fratelli /sorelle, quella stessa pietà di cui Maria è icona alla quale Dante Alighieri rende omaggio con la sua poesia alla Vergine del Paradiso.

È quella pietà, continua il Pontefice “che consiste nel provare pietà o impietosirsi nei confronti di quanti hanno bisogno di amore”. E ce ne sono tanti !

E’ da considerare che il riferimento non è verso quella pietas del mondo che indicava un atto di sottomissione ai Superiori, ma “oggi dobbiamo stare attenti a non identificare la pietà con quel pietismo, piuttosto diffuso, che è solo un’emozione superficiale e offende la dignità dell’altro”. E come è offensivo !

Allo stesso modo, “ la pietà non va confusa neppure con la compassione che proviamo per gli animali che vivono con noi; accade, infatti, che a volte si provi questo sentimento verso gli animali, e si rimanga indifferenti davanti alle sofferenze dei fratelli ” ed a braccio Papa Francesco aggiunge: “ Vediamo tanta gente attaccata ai gatti, ai cani, poi lasciano senza aiutare la fame del vicino, della vicina. questo no. No, eh! D’accordo ? “ Non è forse una venerazione !

La pietà che sentiamo è “una manifestazione della Misericordia di Dio”, uno dei sette doni dello Spirito Santo “che il Signore offre ai suoi Discepoli per renderli docili ad obbedire alle ispirazioni divine”, quella stessa pietà che viene invocata al Signore da parte delle persone malate, povere, afflitte che .“intuivano che in Lui c’era qualcosa di straordinario, che li poteva aiutare ad uscire dalla condizione di tristezza in cui si trovavano” e Gesù rispondeva “con lo sguardo della Misericordia e il conforto della sua presenza”. E’ un bellissimo paragone, quello di Papa Francesco, che ci dimostra e realizza una situazione reale ed umana .

Per Gesù sottolinea Papa Francesco “ provare pietà equivale a condividere la tristezza di chi incontra, ma nello stesso tempo a operare in prima persona per trasformarla in gioia”. E’ un monito, un consiglio,un suggerimento verso l’uomo che ci viene dalla Cattedra di Pietro !

Papa Francesco ha lanciato un tweet dal suo account @Pontifex: “Vieni, Santo Spirito! Liberaci da ogni chiusura e infondi in noi la gioia di annunciare il Vangelo”.

Tutti noi cristiani siamo dunque chiamati “a coltivare atteggiamenti di pietà davanti a tante situazioni della vita, scuotendoci di dosso l’indifferenza che impedisce di riconoscere le esigenze dei fratelli che ci circondano e liberandoci dalla schiavitù del benessere materiale”.

Ed a questo proposito, dietro certe e svariate “argomentazioni” in difesa della qualità della vita si potrebbe nascondere, in realtà, un disegno di selezione del genere umano, ma ancor più pericoloso è che con la scusa del lenire il dolore si potrebbe arrivare ad eliminare chi veramente soffre o chi potrebbe soffrire una volta venuto al mondo.

Eliminare chi soffre vuol dire distruggere un rapporto umano, che in maniera molto evidente si chiama eutanasia ! budget del ricoverato

Mi sia consentito una riflessione : perché il delirio per gli animali ( dei quali noi abbiamo il massimo rispetto) è intenso e per converso non c’è delirio per quella parte dell’umanità sofferente che dovrebbe essere in vetta alle buone regole etiche, civili, sociali ?

In materia di benessere. si dovrebbe “guardare” di più verso l’essere umano, invece che verso gli “esseri senzienti” ( gli animali domestici  così definiti nella Parte 3° art.III-121 della Costituzione Europea). E’ nuova moralità, una considerazione, una verità che supera a volte il centralismo della persona .

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza ! “

Previte

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