Ragazza sorda discriminata perché russa da medico bolognese denunciato per razzismo

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Una ragazza di 19 anni, studentessa dell’Università di Bologna, cittadina italiana e affetta da sordità al 99 per cento sarebbe stata discriminata da un medico di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, a causa delle sue origini russe”,  denuncia il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi.

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Che parla di “discriminazione inaccettabile”. E che oggi ha portato il caso della ragazza sorda in Regione, depositando un’interrogazione nella quale “sollecita la Giunta ad indagare se altri episodi analoghi ai danni di cittadini di origine russa/ucraina si siano verificati in Emilia-Romagna” e per sollecitarla “ad adottare iniziative per evitare il ripetersi di simili episodi”.

Stando al racconto della ragazza sorda, il medico in questione avrebbe iniziato a tergiversare sul rilascio di tale certificato, pur avendole già rilasciato certificati analoghi in altre occasioni e negli anni precedenti.

“Dopo una breve discussione, il medico avrebbe proferito espressioni offensive nei confronti della ragazza sorda tirando in ballo le sue origini russe e l’avrebbe poi allontanata dall’ambulatorio”.

“La discussione è proseguita successivamente all’arrivo dei carabinieri i quali, sentite le due versioni dei fatti, hanno invitato il medico a rilasciare il certificato richiesto. A quel punto – sostiene il consigliere regionale della Lega -il medico avrebbe rilasciato con disappunto un certificato che tuttavia si sarebbe rivelato errato, costringendo la ragazza a tornare nello studio il giorno successivo per farlo correggere”, spiega il leghista.

La ragazza sorda e i suoi familiari sarebbero rimasti decisamente scioccati dal comportamento del medico e dall’atteggiamento discriminatorio subito a causa delle loro origini etniche, tanto che “a questo episodio è stato presentato dal loro legale un esposto all’Ordine dei Medici per diffamazione aggravata da motivi etnici e razziali, chiedendo l’apertura di un procedimento disciplinare a carico del medico di Casalecchio di Reno”, conclude Bargi.

 

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