Ancora femminicidi? Ma dove stiamo andando?

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Ormai è diventata una moda imperante, una consuetudine, un escalation di violenze fisiche o verbali verso le donne, sia che possa derivare da un disordine della mente, che una “morbosità” del vivere quotidiano, comunque avvengono fattacci verso un proprio congiunto, un amico, un cittadino qualunque, necessità ricondotte ad improvvisi “raptus” di follie, di incomprensibili atteggiamenti sociali, terrificanti, terribili, tremendi .

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Dove stiamo andando con estrema frequenza, se non vengono presi ulteriori Provvedimenti Legislativi, d’ordine civile e sanitario ?

La violenza contro il mondo femminile si è spostata con estrema escalation, ripeto, nelle famiglie, contro i coniugi, i bambini, i disabili, gli emarginati, le persone indifese .

Le famiglie prendono atto di un bilancio sociale molto deludente, anche proveniente dai vari gradi di insensibilità dei rappresentanti della vita pubblica non proprio elogiabili, soprattutto nell’osservare il disinteresse delle Istituzioni, intente come sono nella loro litigiosità, invece di “guardare” verso il mondo della sofferenza, della sicurezza, del vivere quotidiano e perseguire quegli sforzi per assicurare benefici specifici, che non lesino l’inalienabile dignità della persona umana.

L’eliminazione della violenza contro le donne sancisce l’importanza di taluni valori fondamentali etici e sociali da ricordare da chiunque, cristiano o meno, perché dare scandalo è contro il valore della civiltà, è contro la morale e “ contrario al rispetto dell’integrità corporea della persona umana “ ( 477 Compendio Catechismo Chiesa Cattolica) .

La dignità umana è un grande capitale che sempre deve essere salvato !

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite istituì nel 1999 la “ Giornata Internazionale per l’eliminazione delle violenze contro le donne”, dove era ed è inderogabile per ogni connivenza sociale proseguire nella riflessione di questo, ormai, deplorevole fenomeno che quasi giornalmente avviene in ogni Paese.

La rievocazione di fatti in questi giorni ampiamente riportati dai mass media con la “scusa” alle volte  troppo giuridica per la incapacità dei protagonisti, sono considerazioni etiche sulle quali dovrebbe calare il “sipario” del pietoso silenzio, perché l’attenuante, cioè l’incapacità dell’intendere e del volere, come, spesso si vuole far apparire, non interrompe l’aggravante per il fattaccio avvenuto.

Questo costituisce una importante ragione per fare un passo avanti sulla strada dell’unità europea e della sua democratizzazione perché aumenta i poteri del Parlamento e rende più funzionali le strutture preposte alla politica interna ed estera, come una grande speranza di democrazia, giustizia, pace, anche in considerazione che l’art. 13 del Trattato di Amsterdam della CE “combatte ogni forma di discriminazione”.

La Costituzione Europea, mi permetto ricordare, allontana le inquietudini e nel contempo traduce i dubbi e le attese dei cittadini, rafforzando la lotta contro l’esclusione sociale garantendo la protezione della famiglia nel Titolo 4°artt.93-94-95, il rispetto della persona e della salute umana di tutti ed in qualsiasi situazione, salvaguardando la non discriminazione di cui al Titolo 3° art .II-81,Parte 3° art.III-118,Capo 5° Parte 3° art.III-278.

Nel motto dell’Unione Europea “Uniti nella diversità” di cui all’art.I-8, i popoli europei vogliono restare un Continente aperto alla cultura, al sapere ed al progresso sociale, certezza che viene rievocata in questa “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” che resta, pur sempre, la piattaforma propositiva di democrazia e soprattutto che non disattenda mai quei valori conquistati di uguale opportunità, di rispetto, di promozione e di sempre più garanzia futura.

La “problematica femminile” di difesa, anche a livello europeo, non può essere considerata alla stregua di un’appendice di un settore o di una rievocazione della sua origine reale anche in presenza di un programma di Governo, ma deve essere assunta come un modo di continuare a proporre soluzione ai problemi di carattere femminile che tenga sempre conto della specificità dell’essere donna.

Questo il significato del ricordo  per l’eliminazione della violenza contro le donne” che sancisce l’importanza di taluni valori fondamentali etici e sociali.

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