La musica e l’arte parlano la lingua dei segni

0
508 Numero visite
Pubblicità

Quando musica e arte parlano la lingua dei segni, il palcoscenico diventa terreno comune tra udenti e non, segnanti e non, un luogo in cui due linguaggi apparentemente diversi possano finalmente incontrarsi e fondersi, tra sonorità napoletane, espressioni del corpo, sguardi.

Pubblicità

Protagonista diventa la Lis, la lingua dei segni italiana che permette alle persone di interagire tra loro e con il resto del mondo abbattendo ogni tipo di barriera del suono.

Accade sul palcoscenico campano, a San Giorgio a Cremano, al Centro Teatro Spazio di Vincenzo Borrelli e presto nel resto della regione, dove da mesi è partito un progetto, un motore di comunicazione, che punta a sviluppare una forte connessione tra udenti e non attraverso uno strumento di cambiamento e coesione sociale, la musica, la danza, facendosi promotore di un modo di fare cultura e arte “inclusive”.

Dietro il progetto ci sono tre artisti, anche amici, con l’obiettivo comune di rendere l’arte universale: i salernitani Fabio Notari e Michela Chirico e Tommaso Fichele, di Napoli. Insieme il gruppo ha già fatto due spettacoli, a Salerno e a Napoli, di canto, musica e danza e si preparano al prossimo progetto. Non sono soli perché ad affiancarli c’è Rosaria Sinforosa, promotrice Lis. L’idea è ambiziosa e di forte impatto: «Si tratta di un’idea in musica, – spiegano i promotori – tre anime che si incontrano, lo studio di un brano che unisce più arti: cantare, suonare, danzare, segnare in lis, la lingua dei segni italiana». Nasce così il progetto “E io te credo”, interpretato e portato sul palcoscenico grazie alla voce di Tommaso Fichele, alla chitarra di Fabio Notari, al supporto della promotrice Lis Rosaria Sinforosa e alla danza della ballerina Michela Chirico. Il punto di partenza è un brano che diventa spettacolo ma va ben oltre. Perché l’iniziativa vuole essere un punto di partenza di un progetto più ampio, che coinvolga una fetta di mondo, silenzioso, che loro non hanno dimenticato.

L’intento è di sensibilizzare e far interagire anche giovani e soprattutto scuole. Il brano, tra i più poetici, è stato prima tradotto in italiano dal napoletano e poi nella lingua dei segni. A breve è prevista anche l’uscita online del video del progetto, che si chiamerà “Io te credo”, la cui regia è stata curata da Marylù Lallo «che ha subito colto la profondità del tema e lo ha elaborato prontamente e in punta di piedi», sottolineano.

«L’idea – aggiungono – ci è venuta fuori dalla voglia di unire le nostre competenze e renderle accessibili a tutti, alle “anime belle” e a chi desidera capire che ci sono più modi di comunicare, di “sentire” la musica e la danza». «Il messaggio è suggestivo, – sottolineano – il desiderio forte è quello di poter comunicare ed emozionare attraverso varie forme d’arte, così cantata, danzata, suonata, segnata».

Lis e musica si fondono per diventare poesia, parole cantate e danzate con le mani, per arrivare al cuore di chi ascolta, anche solo con gli occhi.

Marianna Vallone

https://www.lacittadisalerno.it/

Notizia