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Come nasce la lingua dei segni: il Rinascimento inventa la lingua per i sordi

Vi siete mai chiesti come nasce la lingua dei segni e soprattutto dove?

Dalle prime notizie che abbiamo riguardo persone affette da sordità, sappiamo che esse erano spesso emarginate. Considerate inabili e incapaci di qualsiasi attività, gli si attribuiva non solo la sordità ma anche il mutismo, ciò l’impossibilità di parlare. 👍

Poiché non potevano imparare né a leggere né a scrivere, nell’antica Roma gli si negava il diritto a fare testamento. Addirittura Aristotele sosteneva i non udenti dalla nascita fossero incapaci di idee morali e di pensieri astratti e, per questo motivo, non potevano parlare.

Con l’avvento del Cristianesimo si cominciò a dubitare anche che le persone sorde potessero accedere alla parola del Vangelo e quindi alla salvezza.

Solo nel XVI secolo, si cerca per la prima volta di insegnare alle persona affette da questa disabilità di educarle a comunicare con gli altri.

Il primo a fare dei progressi in questa direzione fu il medico benedettino Pedro Ponce de Leon; egli riesce a insegnare a parlare a due bambini nati sordi, ma oggi non ci rimane nulla del suo metodo.

Metodi violenti e lenti progressi

Nel 1620 un altro spagnolo, Juan Pablo Bonnet, critica aspramente i metodi brutali che alternavano grida, torture alla gola, mentre egli proponeva un metodo semplice grazie al quale i non udenti avrebbero imparato a pronunciare le parole e poi a fare delle frasi.

La caratteristica di questo metodo era associare ogni lettera a un gesto della mano destra, così da associare ogni lettera a un fonema che imparavano a emettere.

Sicuramente era un procedimento complesso, specialmente per tutti i termini non concreti.

Intorno alla seconda metà del ‘700, l’abate francese Charles Michel de l’Epée crea un metodo ancora più innovativo per educare i sordi; grazie a lui nascerà il primo Istituto nazionale per i bambini sordi di Parigi.

L’innovazione era l’inserimento di segni metodici per esprimere congiunzioni, preposizioni ed elementi di grammatica.

I suoi discepoli, poi, fonderanno scuole in altri paesi come Svizzera, Spagna, Austria e Paesi Bassi.

E in Italia

Ecco come nasce la lingua dei segni, grazie a un monaco illuminato.

Ma in Italia, come si sviluppa il metodo francese? Nel 1783 un altro sacerdote, l’italiano Tommaso Silvestri, va a Parigi per apprendere il famoso metodo.

È lui che fonda a Roma la prima scuola per persone sorde italiana.

 

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Nato in provincia di Latina, classe 1959, fondatore del sito dal 2002 e sono molto orgoglioso di essere “sordomuto” e non sordo, l’ho realizzato in proprio fino ad oggi ed in forma del tutto volontaria
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