Mozart14, quando la musica è vitale per i piccoli (e per i grandi)

0
258 Numero visite
Un momento de “Le giornate di Tamino” (foto di Gaia degli Esposti)

Non c’è solo il coro Papageno per i detenuti del carcere di Bologna tra le attività che l’associazione Mozart14 sta portando avanti sulla scia degli insegnamenti e della volontà del maestro Claudio Abbado. Dal 2014, quando Alessandra Abbado ha preso le redini del lavoro intrapreso dal padre, sono moltissime le attività che sono proseguite o iniziate ex novo, una su tutte Tamino, che in quattro reparti del Sant’Orsola (Chirurgia, Oncologia ed Ematologia, Terapia intensiva neonatale e Neonatologia) propone incontri di musicoterapia di gruppo e laboratori terapeutici di canto e musica.

Il Coro Papageno (foto di Giacomo Maestri)

Al momento è in corso la prima fase di una ricerca che vuole dimostrare scientificamente come la musica abbia effetti positivi su ansie, preoccupazioni e tensioni, facendo diminuire anche la somministrazione di farmaci e accelerando, quindi, il processo di guarigione. Dinamiche che nel caso dei bimbi prematuri diventano fondamentali, laddove il canto della madre trapassa la barriera dell’incubatrice migliorando i parametri vitali dei piccoli e velocizzando il loro ritorno a casa. Questioni sempre più stringenti ma che in Italia, non essendo i musicoterapisti inseriti nelle équipe mediche, non sono ancora appannaggio di tutti.

Cherubino per i bambini con sordità (foto di Marinella Rescigno)

In questi anni sono nati, all’interno di Mozart14 altre due attività: Cherubino e Leporello. Nel caso di Cherubino, in collaborazione con la Fondazione Gualandi vengono organizzati laboratori di espressione della voce per i bambini sordi. Un lavoro imprescindibile per capire il senso del volume, del ritmo e per riuscire finalmente a relazionarsi con gli altri. Lo dimostra la storia di un bimbo sordo che ha due fratelli che invece sentono e che, grazie a Cherubino, può più facilmente mettersi al loro livello. O i tanti casi di bimbi di origine straniera che iniziano a comunicare al di là del filtro cognitivo della lingua. In questa attività è compresa anche l’idea di un coro di adolescenti che si sta al momento formando mettendo insieme ragazzi con disturbi dello spettro autistico, sindrome di Down e altre disabilità: dovendo imparare a cantare, imparano anche ad ascoltare gli altri, aumentando autostima e autonomia. L’obiettivo è che, in futuro, possano unirsi a ragazzi normodotati per instaurare relazioni ancora più efficaci.

Leporello (foto di Manuel Palmieri)

Tema che diventa attuale quando si passa a Leporello, laboratori di songwriting rivolti ai ragazzi dai 14 ai 24 anni detenuti nell’Istituto penale minorile di Bologna: imparando a scrivere e comporre canzoni tirano fuori vissuti, passati difficili, frustrazioni ma anche progetti, sogni, passioni e speranze. Ogni settimana chi vuole porta uno strofa o una rima sulle quali si lavora per elaborare veri e propri testi. Sono tre, finora, le canzoni registrate (sotto il video di “Andiamo avanti”). Venendo spesso da realtà dove l’individualismo fa da padrone, partecipando a Leporello imparano ad ascoltarsi, a scendere a compromessi, a mettere le proprie emozioni a fattor comune. Un patrimonio che si porteranno dietro anche una volta fuori dal carcere.

“Dopo la morte di mio padre – spiega la presidente di Mozart14 Alessandra Abbado – ho sentito la responsabilità di dare un seguito alle attività alle quali avevo partecipato in prima persona, cogliendo per esempio l’emozione dei bambini malati che, grazie alla musica, dimenticano la loro condizione e ‘contagiano’ con il loro benessere sia i familiari che il reparto. Sono fiera del fatto che in Oncoematologia pediatrica sia in corso una vera e propria ricerca perché i risultati serviranno a sottolineare come il nostro non sia un lavoro di intrattenimento ma qualcosa di molto diverso, portato avanti da professionisti che vengono pagati, operazione per la quale siamo alla perenne ricerca di fondi”. Il prossimo sogno di Alessandra è quello di portare Tamino in altre città d’Italia: “Ormai è un modello vincente e rodato che stiamo cercando di esportare”.

http://www.emiliaromagnamamma.it

Newsletter