Donna uccisa a Genova-Marassi dall’ex marito

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Il cadavere scoperto in un appartamento della zona di Marassi, mentre in Sicilia uccise una donna e sua figlia, giovedì sera era toccato a una pachistana in Alto Adige .

Questo “Bollettino di Guerra per le Donne “ è stato pubblicato dal Corriere della Sera del 31 gennaio 2020 , avvenimento che è accaduto nella mia Città .

La questione femminile è stata la conseguenza di un lungo ciclo di scarso protagonismo culturale, sociale e politico della donna e quindi di strutturale subalternità dei bisogni della stessa rispetto alla logica dello sviluppo sociale, con l’obiettivo di contribuire a colmare quei scompensi e costruire una situazione di parità attraverso itinerari capaci di valorizzarne le naturali specificità a beneficio dell’intera società:

Su questo orrendo delitto come su quanti avvengono in questo nostro turbolento Paese, lo lasciamo alla cronaca in questa Città che ha “visto” la mia fanciullezza e proprio in Corso Sardegna nella zona di Marassi dove insiste il “glorioso” Stadio di Calcio da me frequentato quando abitavo a Genova-Marassi a vedere da parte mia le Partite di Calcio della “mia “Sampdoria.

Spesso la donna è protagonista involontaria di effetti negativi per la mancanza di Servizi Sociali allorquando ha in famiglia persone deboli, ammalate, indifese, disabili sia fisici che psichici . Il diritto riconosciuto alla donna di partecipare alla vita sociale, è parzialmente messa in dubbio e non del tutto” svanita” per l’abitudine di addossare alla stessa donna la soluzione dei molteplici bisogni e problemi connessi alla vita familiare.

Specialmente quando, sono necessarie Strutture Sociali atte alla cura di congiunti malati in stato vegetativo, ed anche alla prevenzione cura ed inserimento sociale, ove è possibile, di malati psichicamente instabili in quelle famiglie dove si potevano evitare episodi crudeli nei quali figli hanno ucciso padri, madri o viceversa, come le tragedie familiari recenti, passate come quella di Genova . Non è errato ricordare, quindi, quelle donne, madri, sorelle vittime indifese di violenze d’ogni genere, soprattutto di stupri ricorrenti, che lasciano nella “vittima” profondi solchi, quasi irreparabili, di natura psichica.

La rievocazione di fatti, come l’attuale avvenuto a Genova in questi giorni ampiamente dai mass media posti alla “ribalta” per la incapacità dei protagonisti, sono considerazioni etiche sulle quali dovrebbe calare il “sipario” del pietoso silenzio, perché l’attenuante, cioè l’incapacità dell’intendere e del volere, come spesso si vuole far apparire, non dirime l’aggravante per il fattaccio avvenuto.

Se la situazione non degenera a livello di ingovernabilità della situazione che da ben 41 anni attende una soluzione ( dal 1987 anno in cui si è deciso di chiudere i “manicomi” ), ciò lo si deve alla presenza di opere valide quali i centri di assistenza avviati da Istituti Cattolici Religiosi quali l’Opera don Orione, don Guanella, San Camillo de Lellis, RR Suore Figlie di San Camillo ed altri, peraltro al completo o comunque al limite di ricettività.

Indubbiamente la dimensione del “fenomeno” è significativa e pare allargarsi in maniera tale che necessita di consistenti “interventi legislativi” per dare risposte alle necessità di congiunti costretti a far fronte quotidianamente a fatti che logorano le loro resistenze psichiche e fisiche in una silenziosa sofferenza.

La ricorrenza del prossimo 8 marzo Festa della Donna, offre l’occasione di riproporre all’attenzione delle Istituzioni, specie in attuazione della Costituzione Europea, tematiche d’attualità quali sono quelle di maggiore “protezione” delle donne, la cui validità .di quest’ultima è stata ribadita dal Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007 che mantiene i profili costituzionali dell’Atto firmato a Roma. Questo costituisce un importante passo avanti sulla strada dell’Unità Europea e della sua democratizzazione perché aumenta i poteri del Parlamento e rende più funzionali le strutture preposte alla politica interna ed estera,  come una grande speranza di democrazia, giustizia, pace, anche in considerazione che l’art. 13 del Trattato di Amsterdam della CE “combatte ogni forma di discriminazione”.

La Costituzione Europea, mi permetto ricordare, allontana le inquietudini e nel contempo traduce i dubbi e le attese dei cittadini, rafforzando la lotta contro l’esclusione sociale garantendo la protezione della famiglia nel Titolo 4°artt.93-94-95, il rispetto della persona e della salute umana di tutti ed in qualsiasi situazione, salvaguardando la non discriminazione di cui al Titolo 3° art .II-81,Parte 3° art.III-118,Capo 5° Parte 3° art.III-278.

Qui si deve “aprire” una parentesi, un “momento” molto delicato, importante e grave per la salute dei cittadini ( per lo meno italiani), in quanto logiche di convenienza e di connivenza vogliono tendere, se come si “vocifera”, in nome del supremo concetto del risparmio ad abbandonare al loro destino avvenimenti come quello avvenuto a Genova ed in Italia . I popoli Europei vogliono restare un Continente aperto alla cultura, al sapere ed al progresso sociale, certezza che viene rievocata in questa “Giornata della Donna” che resta, pur sempre, la piattaforma propositiva di democrazia e soprattutto che non disattenda mai quei valori conquistati di uguale opportunità, di rispetto, di promozione e di sempre più garanzia futura. La problematica femminile anche a livello Europeo non può essere considerata alla stregua di un’appendice di un settore o di una rievocazione della sua origine reale anche in presenza di un programma di Governo, ma deve essere assunta come un modo di continuare a proporre soluzione ai problemi di carattere femminile che tenga sempre conto della specificità dell’essere donna.

Questo il significato del ricordo della “Giornata Internazionale della Donna” che sancisce l’importanza di taluni valori fondamentali Etici e Sociali che si devono sempre ricordare in presenza di questi femminicidi che non danno certamente valore a questa n/s martoriata e gloriosa Italia.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II°: “ Andiamo avanti con speranza

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