Manovra, dall’energia al fisco: la nuova bozza in 156 articoli

L'Opzione donna è prorogata per il 2023, ma a determinate condizioni. Tassa sugli extra-profitti al 50% su 7mila imprese

0
41 Numero visite
PUBBLICITA

La Manovra del governo Meloni, attesa in Parlamento, comprende un pacchetto di misure che vanno dal caro-energia alle misure fiscali, dalle infrastrutture alla giustizia, dalle pensioni alla sanità.

La bozza è suddivisa in 16 capitoli e 156 articoli. Il testo, arricchito anche delle relazioni tecniche e illustrative, appare completo anche di norme che nei giorni scorsi sono state oggetto di ultime limature, come Opzione donna ed extraprofitti.

PUBBLICITA

Opzione donna solo per badante e invalide, a 60 anni – Opzione donna è prorogata per il 2023, mantenendo l’obbligo di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni, ma con un innalzamento dell’età d’uscita a 60 anni, che viene legata al numero dei figli: può essere ridotta di un anno per ogni figlio, fino al massimo di due. Nella bozza si riconosce questo beneficio a determinate condizioni: donne che assistono coniuge o parente con handicap; hanno una invalidità civile, superiore o uguale al 74%; sono lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese con aperto un tavoli di crisi. Per queste ultime, la riduzione a 58 anni è a prescindere dai figli.

Tassa sugli extra-profitti al 50% su 7mila imprese  La tassa sugli extra-profitti diventa per il 2023 un “contributo di solidarietà” in linea con il regolamento Ue che autorizza un intervento di emergenza contro il caro energia. La bozza prevede un prelievo temporaneo per i soggetti che in Italia producono, importano o vendono energia elettrica e gas e producono, importano, distribuiscono o vendono prodotti petroliferi. Il contributo è del 50% sul reddito 2022 che eccede per almeno il 10% la media dei redditi 2018-21; con il limite del 25% del patrimonio netto al primo gennaio 2022. Sono interessate 7mila aziende con un incasso di 2,56 miliardi.

Cambiano gli oneri in bolletta, via il nucleare – Le spese per lo smantellamento del nucleare escono dalla bolletta elettrica. L’ultima bozza prevede un primo cambiamento degli oneri di sistema che pesano sulla bolletta ma che niente hanno a che fare con i consumi della luce di famiglie e imprese.Per rispettare gli obiettivi Pnrr, si dà così il via alla ‘fiscalizzazione’ almeno di una parte degli oneri, escludendo quelli derivanti dal decomissioning del nucleare che non dovranno più essere obbligatoriamente riscossi dai fornitori di energia. Su proposta di Arera potranno essere evidenziati ulteriori oneri impropri oggi in bolletta per procedere nella stessa direzione

 

Notizia