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domenica 20 Giugno 2021
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Bomba sul reddito di cittadinanza: Draghi cambia gli importi

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Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Mario Draghi scende in campo e riduce l’importo del reddito di cittadinanza. Una prima sforbiciata all’assegno mensile, che colpirà molte famiglie.

Molti beneficiari del sussidio si vedranno accreditare un importo diverso dal solito, già dalla mensilità di febbraio: a pesare sul nuovo importo è l’Isee 2021, che nel caso in cui sia variato rispetto a quello del 2020 porta ad una rideterminazione delle spettanze mensili.

Mario Draghi scende in campo e riduce l’importo del reddito di cittadinanza. Una prima sforbiciata all’assegno mensile, che colpirà molte famiglie. Molti beneficiari del sussidio si vedranno accreditare un importo diverso dal solito, già dalla mensilità di febbraio: a pesare sul nuovo importo è l’Isee 2021, che nel caso in cui sia variato rispetto a quello del 2020 porta ad una rideterminazione delle spettanze mensili. Più fortunati, invece, quanti hanno un’Isee stabile, che si vedranno confermato l’importo mensile del reddito di cittadinanza.

L’Inps è già al lavoro per ricalcolare l’ammontare del nuovo assegno, che rispetterà le nuove cifre già dalla mensilità di febbraio. Ricordiamo che l’accredito dovrebbe avvenire intorno al 27 febbraio. Molti percettori si troveranno già accreditata la nuova cifra.

Reddito di cittadinanza, come scoprire il nuovo importo!

Come abbiamo spiegato, l’Inps provvederà a ricalcolare l’importo che spetta ad ogni singolo benfeciario del reddito di cittadinanza. Il nuovo importo è quello che verrà percepito per tutto il 2021: nel caso in cui qualche cosa non dovesse tornare è possibile muoversi per richiedere un ricalcolo più favorevole. Iniziamo a sottolineare che, nonostante il nuovo Governo guidato da Mario Draghi, per il momento non sono stati ancora modificati i criteri per calcolare l’assegno, che spetta ogni singolo mese. L’Inps provvederà a valutare l’Isee 2021: nel caso in cui questo sia inferiore a 9.360 euro si avrà diritto a percepire il sussidio. In caso contrario il reddito di cittadinanza decade per perdita dei requisiti.

Una volta che si sia appurato di possedere ancora i requisiti per poter ricevere il sussidio, l’Inps provvederà a valutare le singole voci con costituiscono l’Isee. Verrà determinato, in questo modo, il reddito familiare nel periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2019. L’Isee ordinario si riferisce sempre ai redditi ed ai patrimoni di due anni prima. A questo punto l’Inps provvederà ad effettuare un semplice e banale conteggio matematico: prendendo come soglia massima di reddito per ogni famiglia l’importo di 6.000 euro per il singolo individuo conteggia quanto spetta in definitiva come reddito di cittadinanza. Per le famiglie numerose è necessario procedere a moltiplicazione con il parametro di scala di equivalenza:

  • 1 per il singolo individuo;
  • ogni componente maggiorenne si aggiunge uno 0,4;
  • ogni componente minorenne si agigunge 0,2 per un massimo di 2,1.

Come fare i calcoli per le famiglie più numerose!

Proviamo a vedere come sono calcolati gli importi per le famiglie più numerose. Nel caso in cui ci sia un nucleo familiare composto da due persone adulte e due minorenni, il reddito non deve essere superiore a 10.800 euro. In questo caso per sapere quanto spetterebbe di reddito di cittadinanza si prende il reddito familiare indicato nell’Isee 2021 e lo si deve sottrare a 10.800 euro. Nel caso in cui il reddito familiare sia pari a 5.000 euro, spetterebbe un sussidio annuo pari a 5.800 euro, ossia 483 euro ogni mese.

Il passo successivo è quello di valutare la quota B del reddito di cittadinanza, quella parte del sussidio che prevede il rimborso delle spese di affitto o di una eventuale rata del mutuo. Queste sono tutte indicazioni contenute nell’Isee: per l’affitto viene riconosciuto un contributo massimo pari a 280 euro, per il mutuo si può arrivare al massimo a 150 euro. Sempre in fase di lavorazione l’Inps provvederà a prendere in considerazione redditi e patrimoni riferiti al 2019 e provvederà a ricalcolare l’importo che spetta ogni mese.

Tirando le somme, questo significa che le persone che nel 2019 si sono ritrovate con una situazione economica peggiore rispetto al 2018 si ritrovano con un’assegno mensile più corposo. Nel caso in cui la situazione economica sia migliorata, si potrebbero ritrovare con l’assegno tagliato. Attenzione però, i calcoli si riferiscono al 2019, quindi prima dello scoppio della pandemia. Questo per molti beneficiari del sussidio potrebbe risultare penalizzante, perché nel 2019 potevano avere un determinato reddito, che la crisi innescata dal Covid 19 ha fatto perdere loro totalmente.

E se l’importo è sbagliato!

Cosa accade nel caso in cui l’importo del reddito di cittadinanza sia completamente ed interamente sbagliato. Ma anche solo di poco. L’assegno poi potrebbe anche non rispecchiare completamente la vostra reale situazione economica. E’ possibile, a questo punto, chiederne un nuovo ricalcolo, che verrà effettuato con la mensilità di marzo.

Per poter richiedere il ricalcolo è necessario presentare un nuovo Isee, ma, questa volta deve contenere la situazione economica più recente. Essere, in altre parole, aggiornato al 2020. Questa possiiblità è offerta dall’Isee corrente, lo strumento che permette di mettere in evidenza dei cambi repentini nel nucleo familiare o delle perdite improvvise di lavoro o di eventuali sussidi previdenziali. Nel caso in cui la situazione personale e familiare nel corso del 2020 abbia subito un drastico peggioramente, conviene ricorrere immediatamente all’Isee corrente. In questo modo sarà possibile beneficiare di un ricalcolo del reddito di cittadinanza più favorevole

 

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