Ens Catanzaro, addio a Crispino Di Giambattista

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Già insegnante della Scuola per Sordomuti. I sordi di Catanzaro lo ricordano con affetto

Con grande dolore la Sezione Provinciale di Catanzaro ha partecipato alle Esequie di Crispino Di Giambattista già insegnante della Scuola per Sordomuti a Catanzaro. I Sordi di Catanzaro lo ricordano con affetto in quanto per la sua dedizione è stato una un padre. Alle Esequie erano presedenti i Dirigenti Ens: il presidente della Sezione Ens di Catanzaro Serafino Mazza, il suo vice-Presidente Francesco Scalise, il Consigliere Giuseppe Scarpino e il Presidente del Consiglio Regionale Ens Calabria Cav. Antonio Mirijello.

Di seguito una sua rievocazione della storia dell’Ens di Catanzaro.

Nel lontano mese di Febbraio del 1954, giunsero all’Istituto per Sordomuti di Calabria “A. IZZI” in Catanzaro il Dott. Domenico Catanese, responsabile dell’E.N.S. per la Calabria con sede a Reggio Calabria. Motivo della visita fu quello di conferire con il Direttore dell’istituto Prof. Felice Izzi al fine di avere ragguagli tecnici, opportuni suggerimenti e la segnalazione di persona esperta ed affidabile per la creazione in Catanzaro di una Sezione Provinciale dell’E.N.S. Il Direttore Prof. Felice Izzi. aderendo alla richiesta e dopo avermi contattato. suggerì ai fratelli Catanese di rivolgersi alla mia modesta persona, avendo del tempo disponibile, una volta svolto il quotidiano compito scolastico presso l’istruzione di rieducazione. Inizia quindi il mio impegno di collaborazione con l’E.N.S., mettendomi a disposizione soltanto nelle ore libere dell’impegno didattico-scolastico.

Seguirono, a questo punto, i contatti diretti tra la mia persona e l’E.N.S. per la ricerca di un locale dove ubicare il neo – sezione che ebbe luogo in Via Vittorio Veneto in Catanzaro. La creazione di questa nuova sezione fermentò in tutti i sordomuti del luogo, un impegno grandissimo, vedendo finalmente appagato il loro sogno di avere un interlocutore nei bisogni e dove convenire per incontrare i propri simili per colloquiare e manifestare i propri interessi e necessità’. Il primo dovere da soddisfare, fu quello associativo, per cui pur nella eseguità del locale sezionale, si riuscì a collocarvi un bigliardino (gioco — calcio) con cui si intrattenevano gareggiando i vari soci, trascorrendo in compagnia le lunghe ore serali. Dopo qualche anno, aumentando la necessita di locali più sparitisi, la sezione fu trasferita in Via Lidonnici, dove essendo nata l’era della TV, si provvide all’acquisto di un televisore per consentire intrattenimenti pomeridiani e serali in apposita saletta. Per la crescita degli impegni associativi, dei doveri assistenziali e degli spazi ricreativi, fu necessario dotare la Sezione di nuovi locali per cui fu trasferita in Via Mario Greco. Per la disponibilità di più vani la sezione trovi migliore sistemazione sia per l’attività ricreativa, per quella culturale ed associativa con l’assunzione di persona a tempo pieno e con regolare contratto. Tale disponibilità di persona addetta consentì alla Sezione un servizio più disciplinato in tutto l’arco del giorno lavorativo.

Per le aumentate esigenze sezionali dopo diversi anni la sede fu trasferita in Via Crispi e dopo anni ancora in Via Ciaccio, dove rimase più lungo e dove fu possibile avere un pericolo di maggiore sviluppo, rispondendo sempre più alle varie necessità organizzative e del circolo ricreativo. In questo periodo infatti fu possibile avere un consiglio sezionale e come primo presidente fu nominato il socio De Fazio Andrea e come consiglieri udente, nominato dal Prefetto di Catanzaro l’Avv. Giuseppe Marincola Cattaneo, il quale si adoperò sempre e senza lesinare le proprie energie in favore delle problematiche della sezione e degli associati. Il rapporto con l’Avv. Giuseppe Marincola si interruppe per la sua improvvisa morte avvenuta in età ancora giovane.

Intanto nella nuova sede inizia il maggior lavoro organizzativo in rapporto a tutti i comuni della provincia ammontanti, all’epoca a oltre 150 il lavoro più impegnativo fu determinato dall’individuazione dei sordomuti in età prescolare e quindi scolastico per poterli avviare, con sufficiente tempo di anticipo, alla regolare istruzione presso apposite istruzioni scolastiche. In molti casi ciò significava superare le opposizioni dei genitori che non gradivano l’allontanamento dei figli sordomuti dalla famiglia. A tale lavoro seguì quello molto impegnativo del collocamento al lavoro dei sordomuti come trattativa privata e limitatamente alle forme artigianali per le quali erano qualificati, mentre la maggior parte di essi privi di qualifica artigianale non trovavano facilmente occupazione. Successivamente, grazie all’emanazione della legge specifica per l’assunzione obbligatoria protette, il collocamento al lavoro, presso le amministrazioni pubbliche dei sordomuti, comportò un nuovo ed oneroso impegno che apri nuove possibilità di lavoro, come poi è effettivamente avvenuta. Infatti quanti, e sono stati molti, ebbero l’occupazione per l’applicazione della legge di cui sopra, oggi, godono del relativo trattamento pensionistico e sono sereni in seno alle loro famiglie. È dello stesso periodo la istituzione di un corso serale post-elementare, negli stessi locali della sezione, per cui tutti i giovani desiderosi di approfondimento culturale potevano liberamente parteciparvi.

Purtroppo giunse l’anno 1974, epoca in cui, per disposizione della Sede Centrale E.N.S., tutti i collaboratori vennero esonerati dal servizio e con sommo dispiacere di tutti i soci e mio personale, dovetti rassegnare le dimissioni dall’incarico dopo un ventennio di amorevole impegno. La sezione E.N.S. di Catanzaro intanto ha raggiunto altri traguardi, grazie all’impegno dei vari responsabili che si sono alternati nel tempo, come l’acquisto della propria sede in Via Milano evitando il peregrinare continuo come avvenuto in passato. Inoltre, la creazione di nuove sedi provinciali di Vibo Valentia a Crotone, ha smembrato sì la precedente provincia di Catanzaro, ma riducendono i comuni di riferimento, ha anche apportato nuovi benefici per una più diretta azione organizzativa ed assistenziale con la riduzione della distanza chilometrica tra sede e periferia.

 

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