Il femminicidio è un fenomeno, una imperante moda, uno smodato comportamento?

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Il fenomeno del femminicidio si può considerare disordine della mente, una imperante disastrosa moda, uno smodato comportamento del genere umano, ma attualmente resta ed è il “veleno” del vivere quotidiano !  Ormai è quasi diventata una consuetudine l’escalation di violenze fisiche e verbali verso il mondo femminile, verso un proprio congiunto, un amico, una cittadina qualunque che transita nelle strade delle n/s città e dei n/s paesi, che costituiscono gravi episodi ricondotti, comunque, ad improvvisi “raptus” di follie, di incomprensibili atteggiamenti sociali, terrificanti, terribili, tremendi . Secondo l’Istat il 31,5 % delle donne tra 16 e 70 anni ha subìto nel corso della propria vita qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 20,2 % ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4 % lo stupro da partner di ex conviventi, che possono arrivare, come è, ad omicidi e suicidi contemporanei .

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Ora da notizie dei mass media questo disgustoso avvenimento avviene in India su piccole bambine durante le ricorrenze di matrimoni, feste, avvenimenti di festeggiamenti locali, da parte di persone conosciute, quali possono essere amici, parenti, tanto che il Governo Indiano ha preso dei Provvedimenti Legislativi immediati .Anche in Italia casi di femminicidio avvengono con estrema frequenza, se non vengono presi ulteriori Provvedimenti Legislativi .

La lotta contro la violenza sulle donne da un certo tempo si è spostata con estrema escalation nelle famiglie, contro i coniugi, i bambini, i disabili, gli emarginati, le persone indifese, che costituiscono una vera quasi irrimediabile vergogna !. Non possiamo non ricordare quelle donne, madri, sorelle, figlie vittime indifese di violenze d’ogni genere, soprattutto di stupri ricorrenti che lasciano nella vittima profondi solchi, a volte irreparabili anche di natura anche psichica condotte da uomini senza scrupoli sulla strada dell’egoismo, della permissione più sfrenata, di un relativismo aberrante .

Anche se l’espressione “dignità umana” è diventata la parola corrente nell’uomo, il cui fine è la promozione e la difesa della stessa, di ogni uomo, dal concepimento alla morte naturale, promuovendo una cultura della vita che dia un fondamento di amore all’intera società “ per la sua realizzazione nella dignità”, come osserva giustamente Papa Francesco. Le famiglie, incolpevoli, prendono atto di un Bilancio Sociale alquanto deludente, anche proveniente dai vari gradi di insensibilità dei rappresentanti della vita pubblica non proprio elogiabili, soprattutto nell’osservare il disinteresse delle Istituzioni, tutte o quasi tutte, intente come sono nella loro litigiosità, invece di “guardare” verso il mondo del civile per seguire sforzi per assicurare benefici specifici, che non lesino l’inalienabile dignità della persona umana.

L’eliminazione della violenza contro le donne sancisce l’importanza di taluni valori fondamentali etici, morali, sociali da ricordare da chiunque, cristiano o meno, perché dare scandalo è contro il valore della civiltà, è contro la morale e “ contrario al rispetto dell’integrità corporea della persona umana “ ( 477 Compendio Catechismo Chiesa Cattolica) .La dignità umana è un grande capitale da salvare !  Comunque quei “gesti” non sono la strada sociale che risalta i valori della giustizia, della solidarietà, della equità, delle pari opportunità, “qualità” che dovrebbero guidare il cittadino attento ed onesto, oggi purtroppo, avviato sulla strada dell’egoismo, della permissione più sfrenata e di un relativismo aberrante .

In una società violenta come tende divenire la n/s Italia, nella quale ormai ci sentiamo stranieri nella n/s Patria, il rispetto della dignità dell’essere umano soprattutto debole ed indifeso, rischia di sparire letteralmente dalla scena quotidiana .

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza ! ”

 

Previte

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