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I lavoratori sono senza stipendio da sei mesi, non si riescono a pagare le forniture e non si potranno neanche accendere i riscaldamenti.

Redazione iltempo.it

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È drammatica la situazione all’Istituto statale sordi Issr di Roma, in via Nomentana. Un ente pubblico fondato duecento anni fa al servizio delle persone sorde che paga l’immobilismo dei vari governi che si sono susseguiti.

Alla base dello stato anomalo dell’ente che va avanti da decenni, rivela il Fatto quotidiano, è la mancata approvazione del regolamento previsto da una legge del 1997 e l’assenza di un finanziamento strutturale. L’Issr ha goduto negli anni solo di risorse sporadiche per evitare, sempre in extremis, la chiusura.

La situazione si ripete ciclicamente in assenza di soluzioni definitive. Come in queste giorni in cui l’emergenza è tornatat bussare alla porta del palazzo di via Nomentana “con l’istituto incapace di pagare i fornitori e di ristrutturare” i locali, si legge sul quotidiano. L’ente infatti “Non in grado di onorare le retribuzioni dei suoi venti collaboratori – otto di loro sono sordi – che stanno continuando a lavorare pur di non far crollare tutto”.

Non si tratta di dipendenti in senso stretto ma di  co.co.co. a tempo indeterminato, anomalia dovuta anche qui al “vuoto” regolamentare sull’istituto retto da un commissario nominato quattordici anni fa dal governo.

Nel 1997 la riforma Bassanini aveva a disposto la separazione tra la parte scolastica e l’istituto che doveva diventare un ente finalizzato al supporto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche”. Tre anni dopo è arrivato un decreto del Provveditorato ma del regolamento ad hoc neanche l’ombra e con esso i finanziamenti strutturali.

Tra le attività dell’Issr di Roma figurano uno sportello di consulenza gratuito per utenti sordi e operatori,  corsi di Lingua dei segni, eventi e pubblicazioni, la cura di una mediateca e il festival del cinema sordo Cinedeaf, saltato negli ultimi anni. 

 

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