Bologna. Mascherine trasparenti per sordi, la proposta di Pd e Coraggiosa alla Giunta

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È la risoluzione firmata da lista Coraggiosa e Pd a favore dell’inclusione sociale delle persone sorde, sordocieche e con disabilità uditiva

“La Regione Emilia-Romagna metta a disposizione mascherine trasparenti per le scuole con alunni non udenti”.

La proposta arriva dalla maggioranza di centrosinistra, con una risoluzione firmata da lista Coraggiosa e Pd “a favore dell’inclusione sociale delle persone sorde, sordocieche e con disabilità uditiva”.Le misure anti-covid previste per le scuole, segnalano i consiglieri Federico Amico, Igor Taruffi e Francesca Maletti, possono risultare “un serio problema” per i 256 alunni non udenti in età scolare e pre-scolare in Emilia-Romagna (a livello regionale sono in tutto 3.752 i cittadini sordi).

“Qualora l’insegnante si trovi a indossare la mascherina, così come i propri compagni di classe – spiegano i consiglieri- agli studenti con disabilità uditiva viene preclusa la possibilità di avvalersi della lettura del labiale per comprendere i messaggi di docenti e alunni”.

Al momento, però, “per i docenti non è ammesso l’utilizzo della sola visiera in sostituzione della mascherina e i dispositivi di protezione individuale trasparenti sulla parte della bocca non hanno ancora l’omologazione”. Da qui, la richiesta alla Giunta regionale di “dotare gli istituti scolastici frequentati da studenti con disabilità uditiva, i rispettivi docenti e alunni presenti in classe, di mascherine o dpi che mettano nella condizione gli alunni di poter ricevere l’istruzione dell’obbligo nelle idonee condizioni di ascolto supportate dalla lettura labiale”.

Secondo Pd ed Emilia-Romagna Coraggiosa, la Regione dovrebbe anche “promuovere la ricerca e la realizzazione di dispositivi di protezione individuale certificati che contemplino anche il supporto alle disabilità uditive e a farsi portavoce col Governo perché tale provvedimento venga recepito a livello nazionale, per permettere agli studenti affetti da ipoacusia di vivere serenamente, al pari dei coetanei, l’anno scolastico”. (Dire)

 

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