L’universo creativo: a Genova Antonio Ligabue

0
701 Numero visite

FINO AL 1° LUGLIO 2018 AL PALAZZO REALE DI GENOVA CI SARA’ L’UNIVERSO CREATIVO DI LIGABUE

L’universo creativo di Antonio Ligabue (1899- 1965) sarà in mostra al Palazzo Ducale di Genova in un evento curato da Sandro Parmiggiani e Sergio Negri. Prodotta e organizzata da ViDi con la Fondazione Antonio Ligabue, in collaborazione con Comune di Genova e Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura.

L’esposizione prevede 80 pezzi d’arte tra dipinti, sculture, disegni e incisioni dell’artista svizzero in una cornice storica come Palazzo Ducale. In contrasto con la spontaneità e genuinità artistica di un maestro del ‘900 che ha trasformato animali e autoritratti in soggetti prediletti.

Foreste e savane sono le ambientazioni prescelte per immergere i suoi soggetti, luoghi selvaggi, forse specchio di ciò che viveva, o forse luogo tacito dove voler fuggire. Ligabue soffriva di problemi psicologici. Con molta probabilità le scenografie ai suoi soggetti sono l’immaginario perfetto per calarsi in prima persona in un mondo “verde” dove la natura è “spensierata”, ma può essere anche “crudele”.

Dalla natura all’autoritratto

Ma oltre all’aspetto paesaggistico e faunistico, Antonio Ligabue è anche il protagonista figurativo delle sue stesse opere attraverso l’autoritratto. In quest’ultimo troviamo un capovolgimento tra soggetto e sfondo, quello dell’autoritratto è il caso specifico dove la figura umana occupa l’intera scena.

Poesia e dedizione di un’artista difficile e complicato con i tratti angosciati e persi, vittima di un dolore trasformatosi in “male di vivere”. E’ dallo sguardo dipinto che si capta tutta la sofferenza di un uomo che ha trovato il suo posto nel mondo solo attraverso la sua arte.

Afferma il curatore Parmiggiani: «Questi autoritratti, dicono tutta la sofferenza dell’artista; ne sentiamo quasi il muto grido nel silenzio della natura e nella sordità delle persone che lo circondano. Quando perduta è ogni speranza, ormai fattasi cenere, il volto non può che avere questo colore. Scuro e fangoso, questa sorta di pietrificazione dei tratti che il dolore ha recato con sé e vi ha impresso».

L’Italia negli ultimi anni sta recuperando l’immagine, la storia e l’emotività del grande artista europeo delle emozioni al di fuori del suo stato psichico e del genere Naïf.

Palazzo Ducale, Genova: come arrivare

http://www.mam-e.it/

Notizie via email