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Una volta maturati gli opportuni requisiti, i lavoratori accedono alla meritata pensione. Al riguardo abbiamo già visto quanti anni di contributi servono per andare in pensione nel 2022, anche con riferimento alle pensioni anticipate.

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di Stefano Vozza

Il vitalizio viene erogato ogni mese e può avvenire o mediante la riscossione in contanti allo sportello postale o con l’accredito in conto (bancario o postale). Inoltre, dall’inizio della pandemia sono cambiate le regole di riscossione per l’incasso della pensione in contanti presso gli uffici postali. Il rateo, infatti, viene anticipato verso la parte finale del mese antecedente a quello di riferimento.

Ad esempio da domani 23 febbraio, e fino al 1° marzo, inizieranno i pagamenti del rateo numero 3 del 2022, quello di marzo. Sarà un rateo ricco di novità sugli importi come abbiamo già visto nei dettagli. Sempre il 1° marzo, infine, arriverà l’accredito del vitalizio per chi attende l’accredito sul conto corrente bancario.

A quest’ultimo riguardo, sul proprio sito, l’INPS comunica su quali banche e intermediari un pensionato può far accreditare la pensione. Cioè sul portale istituzionale ci sono i due elenchi, quello relativo agli operatori convenzionati per il pagamento della pensione e quello degli operatori che non lo sono. È bene precisare che molte banche e intermediari finanziari che operano sul suolo italiano sono convenzionati direttamente o indirettamente con l’INPS per l’accredito pensione.

I controlli in merito alla titolarità dell’IBAN

Prima di procedere a un dato pagamento (pensione, RdC, assegno unico, etc), l’Ente di Previdenza effettua puntualmente un controllo. Appura l’esatta rispondenza tra il codice fiscale del richiedente una data prestazione e quello del titolare dello strumento di riscossione. Cioè l’IBAN dello strumento su cui verrà accreditata una determinata prestazione deve avere un codice fiscale uguale a quello di chi ne ha fatto domanda.

In tal modo si evitano sul nascere possibili frodi e/o errori di destinazione dei fondi. Si pensi al caso di un istante che sbaglia la digitazione di una cifra nella domanda, in sede di indicazione dell’IBAN.

L’Istituto di Previdenza, quindi, procede al pagamento quando il conto del destinatario risulta intestato o cointestato al beneficiario della prestazione.

L’INPS comunica su quali banche e intermediari finanziari si possono accreditare i soldi della pensione

Vediamo cosa fare se un beneficiario intende ricevere il pagamento di una prestazione non pensionistica su uno strumento emesso da un operatore non convenzionato. In ogni caso, infatti, bisogna consentire all’INPS il controllo della rispondenza dell’IBAN.

Il richiedente in questo caso deve unire alla domanda una copia (in formato pdf) del modello di identificazione finanziaria previsto per i Paesi dell’area SEPA. Il documento (modello MV70) deve risultare debitamente compilato e validato dal proprio interlocutore finanziario. Ossia dalla propria banca o dal proprio intermediario finanziario di riferimento.

 

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