Lutto nel mondo della pallamano e dello sport paraolimpico: a 61 anni, dopo aver lottato per anni contro un tumore, domenica si è spento Mirco Sartor.

Redazione di Claudia Borsoi

Oggi, martedì, alle 15.30 nella chiesa di Santi Pietro e Paolo il funerale. Lascia la compagna Loredana, la mamma Maria, la sorella Antonella e il fratello Mauro. Al termine della cerimonia funebre, la salma proseguirà per la cremazione.

Sordo dalla nascita, era entrato giovanissimo nella nazionale dei sordi di pallamano. “Ha partecipato a tre Giochi Mondiali (ora Deaflympics) ed è stato anche Campione Europeo a Reijkiavick  – ricorda la Federazione Sport Sordi Italia -. Purtroppo per un grave infortunio, si vide costretto a chiudere con lo sport agonistico. La FSSI tutta si stringe intorno alla famiglia in questo triste momento”.

Dopo le scuole superiori, a Padova aveva studiato per diventare odontotecnico. Parallelamente ha sempre coltivato la passione per la pallamano, prima giocando con le squadre locali, poi entrando nella nazionale dei sordi con cui negli anni Ottanta e Novanta, fino al ritiro a 34 anni, ottenne numerosi successi sportivi.

Il primo impiego come carpentiere, poi il lavoro alla Banca di Novara nelle filiali di Treviso e di Conegliano.

Sartor era anche insegnante della lingua dei segni italiana e spesso si prestava come interprete. Donatore di sangue con l’Avis, Mirco si è speso anche come volontario in altre associazioni, in particolare al Piccolo Rifugio.

(Foto:  Federazione Sport Sordi Italia).
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