Il calcio è comunicazione, dove le urla del mister ti inseguono per 90 minuti la domenica, e per svariate ore durante gli allenamenti della settimana, che ti portano a preparare al meglio la stessa partita dell domenica. Il calcio è la tifoseria, che gremisce gli stadi, ed incita urlando e cantando i propri beniamini.
Il calciatore vive per questo, vede la gente che cambia il suo umore in base ad una sua giocata e quella dei compagni, questo è quello che ascoltano tutti i giocatori da sempre, tranne uno: Ugo Magnetto​​​​​​di professione Ala. 

Ugo nacque a Borghetto Santo Spirito, in provincia di Savona, il 26 novembre 1902. Iniziò la sua carriera calcistica nell’Albingaunia, città della vicina Albenga, dove militò per dieci anni, prima di approdare nel 1928 all’Imperia. Ugo si mise in mostra per la sua rapidità e forza fisica, oltre che a una grande visione di gioco.
Si mise in risalto durante una partita della Nazionale di calcio sordi nel 1930, dove fu visionato e acquistato nel marzo dello stesso anno dall’Ambrosiana-Inter​​​​​​, campione in carica della massima serie.
Debuttò il 14 giugno 1931, contro la Lazio in una partita che vide i campioni d’Italia imporsi per per 3-2 sui laziali. Quella fu la prima ed ultima presenza in Serie A di Ugo Magnetto, unico calciatore sordo ad esserci riuscito.
La sua carriera proseguì tra Serie B e Serie C, alternandosi tra le squadre che lo lanciarono da giovane. Ugo continuò a giocare fino al 1950, e nel 1949 vinse il bronzo con la nazionale nel Mondiale di calcio dedicato ai giocatori con disabilità.

Magnetto prima e Garrincha poi (strabico, con una gamba più lunga dell’altra e affetto da Val Gismondi, fu capace di vincere 2 mondiali con il Brasile di Pelé, e di imporsi come uno dei migliori giocatori del XX secolo), hanno dimostrato che le disabilità non solo un limite per riuscire a realizzare i propri sogni.
Nel 2019, il suo comune di nascita, ha intitolato il proprio palazzetto dello sport a Ugo Magnetto, unico calciatore sordo nella storia della Serie A. 

 

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