Lingua LIS, non solo segni… anche emozioni

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Mi presento sono Chiara, ho 21 anni, conosco la LIS da quando avevo 18 anni.

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(LEGNANO) Ne sono venuta a conoscenza perché nel 2015, mi è stata diagnosticata in base a delle visite ed esami, un’ipoacusia destra e i medici mi avevano detto che se non mettevo subito l’apparecchio anche nel sinistro potevo perdere l’udito. Io non sapendo cosa mi potesse succedere in quel periodo, ho guardato video e dizionari della Lingua dei Segni Italiana, ed ho acquisito i segni.

Talché ora faccio video su YouTube con canzoni di sotto fondo e io che la interpreto con la LIS. Chiara

In un primo momento quando mi faceva male l’orecchio mi era stato detto che era un colpo d’aria, poi un’otite e dopo ancora sono andata in ospedale perché il male era troppo forte, mi hanno fatto fare esami specifici, dagli esiti è apparso che ero positiva a due infezioni, Morbillo e Parotite.

Per fortuna ora con un fantastico apparecchio ci sento ma senza LIS non sarei mai riuscita ad imparare cose nuove e a comunicare con i non udenti. In particolare sul posto di lavoro, dove vengono clienti non udenti che parlano la LIS.

Loro sono persone che vivono in quel mondo che ruota nel silenzio, una ‘lingua’ non semplice, dotata di un’espressione per lo più facciale, destinata a far capire oltre le singole parole, ovvero anche le emozioni. Le emozioni possono essere comunicate solo così, attraverso i gesti e la mimica, da chi, per vari motivi, vive privo dell’udito e tal volta anche della parola.

Chiara

http://www.legnanonews.com

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