Scuola disabili. Nuovo PEI e Linee guida: le sezioni del nuovo PEI

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Come sarà articolato il nuovo PEI? La nostra analisi dedicata alle sezioni del nuovo piano educativo individualizzato

Nelle scorse settimane abbiamo iniziato ad esaminare le Linee guida che accompagnano il recente decreto interministeriale n. 282/20 ed i nuovi modelli di PEI, il piano educativo individualizzato concentrandoci sulla parte introduttiva.

Ci siamo poi concentrati sul Gruppo di Lavoro Operativo (GLO), individuandone i nodi essenziali.
Analizziamo adesso la parte centrale del documento, dedicata alle sezioni del nuovo PEI.

1.       QUADRO INFORMATIVO
Questa sezione ‒ a cura dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale ‒ è destinata a fornire indicazioni sulla situazione familiare e una descrizione del bambino o dello studente titolari del PEI. Per la scuola secondaria di II grado è prevista la possibilità di riportare elementi desunti dalla descrizione di sé fornita dallo studente, attraverso interviste o colloqui.

2.       ELEMENTI DESUNTI DAL PROFILO DI FUNZIONAMENTO
In questa sezione si chiede di riportare, attraverso una sintetica descrizione, gli elementi generali desunti dal Profilo di Funzionamento (o dalla Diagnosi Funzionale e dal Profilo Dinamico Funzionale, se il Profilo di Funzionamento non fosse disponibile), utili alla redazione del PEI. Tale descrizione costituisce, infatti, la premessa per le sezioni successive, in quanto il Profilo di Funzionamento è il documento propedeutico e necessario alla redazione del PEI. Pertanto, è opportuno che il GLO, oltre a prendere visione del Profilo, ne fornisca una sintesi che metta in evidenza le informazioni relative alle dimensioni rispetto alle quali è necessaria un’analisi puntuale, seguita dalla progettazione di interventi specifici.

3.       RACCORDI CON IL PROGETTO INDIVIDUALE
In questa sezione è possibile esplicitare indicazioni relative al raccordo tra il PEI e il Progetto Individuale di cui alla Legge 328/2000. Tali elementi sono utili ai fini di una progettazione inclusiva che recepisca anche azioni esterne al contesto scolastico coordinate dall’Ente locale rivolte allo sviluppo della persona e alla sua piena partecipazione alla vita sociale.

4.       OSSERVARE PER PROGETTARE
L’osservazione dell’alunno è il punto di partenza dal quale organizzare gli interventi educativo-didattici. Per oltre venticinque anni – a partire dal DPR 24 febbraio 1994 – gli insegnanti si sono basati sull’individuazione di “Assi”, attraverso cui l’esame della condizione del bambino o del ragazzo consentiva di articolare una conoscenza approfondita della persona nel suo sviluppo evolutivo, sulla quale costruire i successivi interventi. Vengono ora sintetizzati nel nuovo modello di PEI le diverse dimensioni nelle quali si sviluppa l’attività della persona, in relazione allo sviluppo degli apprendimenti:
A. Dimensione della Socializzazione e dell’Interazione
B. Dimensione della Comunicazione e del Linguaggio
C. Dimensione dell’Autonomia e dell’Orientamento
D. Dimensione Cognitiva, Neuropsicologica e dell’Apprendimento

5.       OBIETTIVI EDUCATIVI E DIDATTICI
Devono essere indicati:
– OBIETTIVI, specificando anche gli esiti attesi;
– INTERVENTI DIDATTICI E METODOLOGICI, STRATEGIE E STRUMENTI finalizzati al raggiungimento degli obiettivi;
– VERIFICA (metodi, criteri e strumenti utilizzati per verificare se gli obiettivi sono stati raggiunti).

6.       BARRIERE E FACILITATORI
La prospettiva bio-psico-sociale alla base di ICF CY identifica, nei fattori contestuali, due grandi ambiti, che interagiscono tra di loro: fattori ambientali (estrinseci ed esterni all’alunno/a) e fattori personali (intrinseci ed “interni”), tuttavia non ancora definiti da ICF. Entrambi i fattori sono in relazione con le Funzioni del Corpo, le Attività Personali e la Partecipazione sociale, migliorandone o rendendone possibile il funzionamento (facilitatori) oppure ostacolandolo (barriere). In ambito scolastico possiamo osservare anche fattori contestuali che hanno entrambe queste valenze – di facilitatore o barriera ‒ come ad esempio nel caso di materiale adattato, vistosamente diverso da quello dei compagni e delle compagne, che facilita certamente la comprensione e l’apprendimento ma che nello stesso tempo può essere rifiutato dall’alunno/a con disabilità in quanto segno evidente di diversità stigmatizzante.

7.       AMBIENTE DI APPRENDIMENTO INCLUSIVO
In una classe, l’ambiente di apprendimento è unico e l’intervento progettato deve necessariamente andare oltre le esigenze individuali dell’alunno/a con disabilità titolare del PEI, investendo il più ampio concetto di accessibilità, o progettazione universale, trasferibile all’insegnamento.

8.       PERCORSO CURRICULARE
La Sezione 8 racchiude gli interventi previsti per impostare una programmazione didattica personalizzata che andrà a ridefinire il curricolo elaborato all’interno dell’istituzione scolastica, in base alle esigenze educative e didattiche dell’alunno/a. Sarà necessario considerare tutte le diverse componenti del processo: contenuti, metodi, attori, tempi, luoghi, modalità e criteri di verifica e valutazione. La Sezione 8 si conclude con i campi Revisione, che permette di segnalare eventuali modifiche in base a un monitoraggio in itinere, e Verifica conclusiva degli esiti per tutti gli ordini di scuola. Come in tutte le sezioni del PEI, quando si parla di verifica conclusiva degli esiti la valutazione è riferita prioritariamente all’efficacia degli interventi, non solo al raggiungimento degli obiettivi previsti. La valutazione va, dunque, impostata in un’ottica di miglioramento, al fine di riflettere sul superamento di limiti, difficoltà e barriere, senza soffermarsi soltanto sulle criticità rilevate.

9.       ORGANIZZAZIONE E RISORSE
Si richiede al GLO di descrivere come viene organizzato il progetto di inclusione definito nelle precedenti sezioni del PEI, in particolare come vengono utilizzate le risorse assegnate o disponibili, anche in vista di una responsabile e motivata definizione delle esigenze di sostegno didattico e delle altre figure professionali. A parte la possibilità di una diversa organizzazione temporale della tabella orario settimanale per la Scuola dell’Infanzia (eventualmente suddivisa per periodi o attività, non rigorosamente per ore) questa sezione rimane la stessa per tutti i gradi di scuola.

10.   CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE
Il modello di certificazione delle competenze previsto al termine della classe quinta della Scuola Primaria e della classe terza della Scuola Secondaria di primo grado definisce i diversi livelli di acquisizione delle competenze. Il modello nazionale del primo ciclo è unico e non modificabile e va pertanto utilizzato anche per alunne e alunni con disabilità. Poiché per loro la valutazione degli apprendimenti, in qualsiasi forma venga proposta, deve essere sempre coerente con il PEI, il DM 742 consente di intervenire con annotazioni che rapportino il significato degli enunciati di competenza agli obiettivi specifici, intervenendo sia rispetto alle competenze o ai loro descrittori, sia rispetto ai livelli raggiunti. Certificare le competenze spetta al team docenti e al consiglio di classe e non al GLO; tuttavia, in questa sezione del PEI, si possono definire le note esplicative da inserire nella certificazione. In alcuni casi il modello di certificazione ufficiale, se assolutamente non compatibile con il PEI, può essere lasciato in bianco, motivando la scelta nelle annotazioni e definendo lì i livelli di competenza effettivamente rilevabili.

11.   VERIFICA FINALE. PTOPOSTE PER LE RISORSE PROFESSIONALI
Questa sezione del PEI, redatta durante l’ultima riunione del GLO nell’anno scolastico, raccoglie le indicazioni e decisioni rispetto a:
– verifica finale del PEI dell’anno in corso;
– interventi necessari per garantire il diritto allo studio e la frequenza per l’anno scolastico successivo, compresa la proposta di ore di sostegno didattico e di risorse da destinare agli interventi di assistenza.
Il fabbisogno è strettamente e correlato agli effettivi interventi messi in atto su più piani: dal sostegno didattico, all’assistenza all’autonomia e alla comunicazione, all’assistenza igienica di base, al lavoro cooperativo dei compagni di classe, di tutti gli insegnanti, alla fornitura di ausili, all’uso di nuove tecnologie, agli interventi sull’ambiente ecc.

12.   PEI PROVVISORIO
Si tratta della prima redazione del Piano Educativo Individualizzato, a seguito della presentazione, da parte della famiglia, della certificazione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica. Il PEI provvisorio è redatto da un GLO, nominato seguendo le stesse procedure indicate per il PEI ordinario. Rispetto alla componente docenti, in caso di nuova certificazione di un alunno già iscritto e frequentante, sono membri di diritto i docenti del team o del consiglio di classe. Se si tratta di nuova iscrizione e non è stata ancora assegnata una classe, il Dirigente individua i docenti che possono far parte del GLO.

Queste sono, in estrema sintesi, le sezioni che compongono il nuovo PEI. E’ bene precisare che molti sono i nodi ancora da sciogliere e sono molte le perplessità che giungono da più voci. Anche di esse di occuperemo nelle prossime settimane.

APPROFONDIMENTI

Linee guida

I nuovi modelli di PEI


In disabili.com

Inclusione e nuovo PEI

Tina Naccarato

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