Venezia, quel sogno della gondola per disabili rimasto in magazzino

L'appello: "Mancano 40mila euro per rendere felice chi non può camminare"

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Il progetto, nato nel 2014 da un’idea di due gondolieri, per consentire alle sedie a rotelle di salire sull’imbarcazione, si è arenato per la defezione di un partner. Ma per realizzarlo manca solo un ultimo passo
VENEZIA. C’è un sogno dimenticato in un magazzino che farebbe la gioia di tante persone che non possono camminare. Grazie a un pontile e a una pedana unici al mondo, per alcuni anni fino al 2019 chi era affetto da disabilità poteva comunque fare un giro in gondola a Venezia. Ora quel sogno è appeso a un filo che rischia di spezzarsi se non verrà trovato un nuovo spazio per collocare quegli strumenti necessari per sollevare la sedia a rotelle e collocarla poi in una gondola.
Il progetto, nato nel 2014 da un’idea di due gondolieri, ha incontrato diverse difficoltà e, nonostante l’aiuto chiesto negli anni, nessuna istituzione è intervenuta per dare una mano quando la gestione ha iniziato a entrare in crisi. Ora, con la ripresa del turismo, sono tornate anche le richieste per il servizio che attualmente è sospeso. Il Comune, nella persona dell’assessore Renato Boraso, ha detto che presto aprirà un tavolo con l’associazione dei gondolieri ed eventualmente anche con gli altri soggetti coinvolti. “Era un’iniziativa privata, ma ci teniamo anche noi a offrire questo servizio e, ora che la pandemia sembra passare, ne riparleremo” ha detto Boraso.

Un progetto che ha portato gioia

“Chi ne ha beneficiato è stato felice” racconta Silvia Pistolato, mamma di Nicola, ora tredicenne, volto della campagna per raccogliere i fondi e primo bambino in sedia a rotelle ad avere inaugurato il servizio. “Davanti alla possibilità di contribuire a una cultura dell’inclusione bisognerebbe mettere da parte i propri risentimenti, fare un passo indietro per poi riprendere il dialogo. Questo progetto era bellissimo e ha portato tanta gioia a chiunque lo abbia provato”. Nel corso degli anni oltre un centinaio di persone con disabilità ha potuto infatti ammirare le meraviglie della città dall’acqua, vivendo un’esperienza che mai avrebbero immaginato.

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La storia di questo sogno inizia qualche anno fa quando due gondolieri, Alessandro Dalla Pietà ed Enrico Greifenberg, fondano la onlus Gondola4All rendendo possibile quello che sembrava impossibile. L’idea viene accolta con grande clamore e lodata dall’Europa e dall’Onu. In quel pontile e in quella pedana risiede la concreta possibilità di fare un passo in più verso le pari accessibilità e di realizzare magari un percorso con più approdi a Venezia, ma anche in altre città sull’acqua. Quel progetto insomma rappresenta una nuova modalità di abbattere le barriere architettoniche ed è pure sostenibile: Roberto Rein realizza il pontile in plastica riciclata e Nicola Fadiel fornisce la pedana.

Un sogno mancato per un soffio

Il pontile speciale viene collocato vicino a piazzale Roma, l’ultimo punto prima della città d’acqua dove possono ancora arrivare autobus e auto. In pratica chiunque arriva dalla terraferma può raggiungere il servizio senza dover fare dei ponti. Il progetto costa 130 mila euro e riceve 50 mila euro dalla Regione Veneto, ma si impantana quando uno sponsor all’ultimo momento si ritira, lasciando un buco da 42 mila euro che risucchierà il sogno. Questo buco inizia a essere la causa di incomprensioni e litigi sulla gestione e sulla manutenzione del progetto, acuite poi dalla pandemia e dall’assenza di una regia. Pochi mesi prima del lockdown il pontile, dopo screzi tra gondolieri e proprietario del pontile, viene smontato e il progetto dimenticato e abbandonato.

Oggi tutti i soggetti raccontano di averci tenuto tanto al sogno e di sentirsi amareggiati per come sono andate le cose. Là dove un tempo c’era il servizio Gondola4All, oggi si sta costruendo un pontile per i gondolieri. “Ci abbiamo creduto al progetto, ma è andata a finire come nessuno voleva” spiega Andrea Balbi, portavoce dei gondolieri, che rassicura: “Il fatto che si stia costruendo un pontile che non potrà ospitare qui il progetto non significa che non ci sia lo spazio in un altro posto”. Stesso dispiacere per Rein che si è dovuto accollare le spese e che sarebbe disposto anche a dimezzarle pur di vedere di nuovo il progetto partire: “Ci ho tenuto tantissimo, i pezzi ci sono, i pontili e la pedana sono pronti, basta ritirarli fuori dal magazzino”.

Se nessuno interverrà per pagare quella somma e coordinare il ripristino del servizio, chi è in sedia a rotelle dovrà rinunciare a un’esperienza unica e tornare a sognare come sarebbe Venezia vista dall’acqua.

 

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