“A Parma la cultura è inaccessibile alle persone disabili”

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La sede centrale dell'Università di Parma
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Matteo Menozzi, Responsabile Ufficio Politiche della Disabilità Ugl: “Nella sede centrale dell’Università è stato realizzato solo un sollevatore: per le carrozzine è possibile entrare solo dal parco interno e non in tutte le porte”

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L‘inclusione culturale, economica e sociale delle persone con disabilità ha come presupposto l’abbattimento delle barriere architettoniche e culturali che non consentono alla persona di fare una vita autonoma e relazionarsi con il mondo esterno. “È amaro constatare come purtroppo Parma di fatto sia una città vietata alle persone con disabilità e in particolare a quelle con difficoltà motorie alle quali è inibito l’accesso a luoghi di grande importanza culturale”.

È quanto rilevato da Matteo Menozzi, Responsabile Ufficio Politiche della Disabilità Ugl di Parma. Secondo il sindacalista “in alcuni edifici d’interesse culturale, come l’Università, sono presenti grossissimi problemi per l’accessibilità della persona con disabilità da imputare principalmente all’insensibilità della Sovraintendenza ai beni culturali con la motivazione che gli edifici siano di valore storico e quindi intoccabili.

Partiamo dalla sede centrale dell’Università in cui è stato realizzato solo un sollevatore. Per le carrozzine poi è possibile entrare solo dal parco interno e non in tutte le porte è concessa l’entrata perché in molte è presente uno scalino senza rampa che rende difficile l’accesso alle persone con difficoltà motorie”.

Secondo Menozzi, “le aule studio sono in larga parte inaccessibili in quanto gli ascensori non consentono l’accesso alle carrozzine e in ogni caso per l’accesso alle stesse aule ci sono scalini incredibilmente alti. Tutto ciò contrasta con le indicazioni della “Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità” e con le nuove politiche della disabilità per l’abbattimento delle barriere architettoniche e culturali verso le quali, come Ugl, richiamiamo l’attenzione affinché venga data a tutti la possibilità di accesso ai luoghi della cultura in modo dignitoso e libero”.

 

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