Dall’unificazione degli accertamenti al garante nazionale, cosa prevede la delega del Governo sulle persone disabili

Arriva anche il nuovo regolamento dell’Inail per l'erogazione degli interventi per il recupero funzionale della persona, per l'autonomia personale e per il reinserimento nella vita di relazione delle persone con disabilità dopo un infortunio sul lavoro o malattia professionale assistite dall'Istituto

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Draghi: "Tutela persone con disabilità è priorità. Governo non ha sottratto fondi all'assistenza"
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Una revisione complessiva della normativa sulla disabilità, che consentirà di razionalizzare e unificare in un’unica procedura del processo valutativo di base (legge 104/92) tutti gli accertamenti che riguardano l’invalidità civile, la cecità civile, la sordità civile, la sordocecità, l’accertamento della disabilità ai fini dell’inclusione lavorativa, fino alle valutazioni sul possesso dei requisiti per accedere a agevolazioni fiscali, tributarie e della mobilità.

E poi, ancora, un nuovo sistema di valutazione multidimensionale e multidisciplinare che dovrebbe consentire di elaborare progetti di vita personalizzati e quindi garantire alle persone disabili una vita indipendente. Infine, l’istituzione del Garante nazionale delle disabilità, con la funzione di tutelare e promuovere i diritti delle persone con disabilità, assistere quanti vedono violati i propri diritti e formulare raccomandazioni e pareri alle amministrazioni e promuovere campagne di sensibilizzazione e di comunicazione per una cultura del rispetto dei diritti delle persone. Sono alcune delle soluzioni previste dal ddl di delega al Governo sulla disabilità.

Collegato alla manovra, dopo il via libera del Consiglio dei ministri il 27 ottobre ha registrato il semaforo verde della Camera (con modifiche) il 9 dicembre. Ora si appresta a appresta a ottenere quello definitivo del Senato. Il voto finale è atteso per il pomeriggio di oggi, lunedì 20 dicembre.

Il Ddl attua una riforma del Pnrr

Il disegno di legge attua una delle riforme (riforma 1.1) previste dalla Missione 5 “Inclusione e Coesione” Componente 2 “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore” del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). Questa riforma (cosiddetta “Legge quadro sulla disabilità”) prevede una legge di delegazione riguardante tutte le persone con disabilità. il suo fulcro è il progetto di vita personalizzato e partecipato diretto a consentire alle persone con disabilità di essere protagoniste della propria vita e di realizzare una effettiva inclusione nella società.

Il disegno di legge, in particolare, è stato dichiarato collegato alla decisione di bilancio dalla Nadef (la Nota di aggiornamento al Def) 2021, a completamento della manovra di bilancio 2022-2024 (all’esame della commissione Bilancio dello stesso Senato). In base a un documento redatto dalla Commissione europea (“Allegato riveduto della decisione di esecuzione del consiglio relativa all’approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell’Italia”) la legge quadro per la disabilità deve entrare in vigore entro il 31 dicembre 2021.

La delega e i principi di riferimento

Il Governo è delegato ad adottare, entro 20 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per la revisione e il riordino delle disposizioni vigenti in materia di disabilità. L’operazione di riordino deve prendere in considerazione quanto previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (con annesso Protocollo opzionale per il ricorso in caso di violazione dei diritti stabiliti dalla Convenzione stessa) ratificata nel 2009, la Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 della Commissione europea del 3 marzo 2021, e la risoluzione sulla protezione delle persone con disabilità adottata dal Parlamento europeo il 7 ottobre 2021.

Gli ambiti di intervento

Il decreti legislativi saranno emanati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri o dell’Autorità politica delegata in materia di disabilità, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro della salute e gli altri ministri eventualmente competenti nelle materie oggetto dei provvedimenti. Questi provvedimenti interverranno, progressivamente e nei limiti delle risorse a disposizione, in alcuni ambiti. Tra questi, la definizione delle condizioni di disabilità, revisione, riordino e semplificazione della normativa di settore. Ma anche l’accertamento della condizione di disabilità e la revisione dei suoi processi valutativi di base. Tra le soluzioni, in questo ambito, un «efficace e trasparente sistema di controlli sull’adeguatezza delle prestazioni rese, garantendo l’interoperabilità tra le banche di dati già esistenti».

Il Garante nazionale della disabilità

Tra le soluzioni previste dal ddl di delega anche l’istituzione di un Garante nazionale della disabilità. Un organo che dovrà avere natura indipendente e collegiale. Tra le funzioni che dovrà svolgere, quella di raccogliere le segnalazioni delle persone con disabilità che denunciano discriminazioni o violazioni dei propri diritti, trasmettere ogni anno una relazione sull’attività svolta al Parlamento, al presidente del Consiglio, o all’Autorità politica delegata in materia di disabilità.

Disabilità da lavoro, nuovo Regolamento Inail

Intanto il Consiglio di amministrazione dell’Inail ha approvato il nuovo Regolamento per l’erogazione degli interventi per il recupero funzionale della persona, per l’autonomia personale e per il reinserimento nella vita di relazione delle persone con disabilità dopo un infortunio sul lavoro o malattia professionale assistite dall’Istituto. Il nuovo testo detta regole più favorevoli agli assistiti per quanto riguarda il rinnovo dei dispositivi e gli interventi di adeguamento degli immobili per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Gli interventi per l’abbattimento/superamento delle barriere architettoniche in ambito domestico, inoltre, possono essere erogati non solo per la “prima casa” ma anche per altre unità immobiliari nelle quali l’assistito dimori abitualmente, anche se non in maniera continuativa.

 

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