Fa innamorare una giovane disabile e poi s’intasca la sua pensione

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Per alcuni mesi, avrebbe finto di innamorarsi di quella giovane vicentina, che soffre di una seria forma dei disabilità psichica, per vivere alle sue spalle, intascandosi l’assegno di invalidità che lei percepiva.

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di Diego Neri

Poi, quando i parenti della giovane si erano spaventati, l’aveva lasciata dalla sera alla mattina, sparendo nel nulla. È l’accusa mossa dalla procura, a carico di Alberto Zonta, 36 anni, bassanese di origine, domiciliato in città, per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio per circonvenzione di incapace. In aula, potrà costituirsi parte civile l’amministratrice di sostegno (nominata dal giudice dopo i fatti ricostruiti dagli inquirenti) della presunta vittima, una vicentina che oggi ha 28 anni. I fatti contestati sarebbero avvenuti fra la primavera e l’autunno del 2019. La giovane, che soffre di seri disturbi fin dall’infanzia, vive da sola, in appartamento a fianco a quello dei genitori, che hanno sempre cercato di aiutarla ad essere autonoma.

Ha svolto diversi lavoretti, ma non ha un’occupazione stabile, per le sue difficoltà, e dalla maggiore età ha ottenuto un assegno pubblico di poco più di 600 euro con il quale si mantiene. Ha anche aperto un conto a suo nome e si serve normalmente del bancomat.

Nel marzo 2019, mentre stava lavorando per una cooperativa, aveva conosciuto alla fermata del bus Zonta. I due si erano fermati a chiacchierare e si erano scambiati i numeri di telefono. Dopo qualche settimana si erano, di fatto, fidanzati; la giovane, che non aveva mai avuto relazioni, era entusiasta e innamorata. Secondo gli inquirenti, l’imputato non poteva non essersi reso conto che la ragazza non stava bene, e avrebbe approfittato del suo portafoglio. Di fatto, nel giro di 8 mesi, si sarebbe appropriato quasi integralmente di quanto lei aveva incassato di pensione, impadronendosi di 4 mila euro, che non le avrebbe mai restituito. In almeno un paio di occasioni si sarebbe fatto dare il bancomat dalla giovane, prelevando dal suo conto. I famigliari della vicentina, scoperto che non aveva più un euro nel conto, le avevano chiesto lumi; lei aveva spiegato con candore che i suoi soldi li gestiva il fidanzato, che a quel punto si era volatilizzato. Era stato denunciato e adesso avrà modo di difendersi davanti al giudice.

Per una vicenda non dissimile, l’altra mattina il giudice Crea ha condannato, al termine del processo con rito abbreviato, Matteo Zanetti, 22 anni, di Valli del Pasubio; difeso dall’avv. Dario Lunardon, ha goduto della pena sospesa. Il pubblico ministero Block gli contestava di avere circuito, il 3 luglio 2019, in città, una veronese di 24 anni, affetta da una disabilità intellettiva. L’aveva indotta a prelevare 300 euro e a consegnarglieli, come accertato dai poliziotti di Bassano

 

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