Dl fiscale, le associazioni non profit soggette a Iva da gennaio

Forum Terzo Settore: “Grande delusione”. Pd: “Interverremo”

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R 45577 CAMERA DEI DEPUTATI VUOTA
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Lo stesso era successo l’anno scorso, quando l’articolo 108 della legge di Bilancio aveva aggiunto anche associazioni religiose, culturali, sportive, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica alla lista di chi deve pagare l’imposta. Alla base la necessità di rispondere a una procedura d’infrazione europea del 2010, arrivata perché l’Italia non aveva recepito in modo corretto la direttiva comunitaria sull’Iva del 2006.

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Conte: “Disposti a ridiscutere”

La storia si ripete. Come un anno fa, il Decreto Fiscale approvato al Senato prevede il passaggio, per le associazioni del terzo settore, da un regime di esclusione Iva a uno di esenzione per i servizi prestati e i beni ceduti dagli enti nei confronti dei propri soci. Le realtà del volontariato sono perciò penalizzate, perché dovranno entrare in un sistema di rendicontazione a partire dal 1 gennaio pur non svolgendo attività commerciali. “Ciò obbligherebbe a sostenere costi di tenuta della contabilità Iva, oneri e ulteriori adempimenti burocratici, senza peraltro evidenti vantaggi per l’erario. Si tratta di una misura simile a quella già inserita nella scorsa proposta di legge di bilancio, che il Pd riuscì a far abrogare con un emendamento soppressivo. Ora ci risiamo. Vorrà dire che cercheremo di rifare come l’anno scorso”, ha commentato il deputato Stefano Lepri, responsabile nazionale Pd per il terzo settore.

“Se l’annuncio della riforma del Terzo settore è stato salutato con soddisfazione per l’attesa semplificazione, provvedimenti come questo producono grande delusioneha detto Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum del Terzo Settore. “Esattamente un anno fa ci siamo battuti perché nella formulazione della legge di bilancio era stato inserito questo stesso provvedimento, poi fortunatamente espunto. Oggi, dopo un anno, ci troviamo di nuovo al punto di partenza”. Il testo passa ora alla Camera. “Ci auguriamo”, conclude la Portavoce, “che l’Articolo 5, nei commi da 15-bis a 15-quater, del DL Fiscale venga soppresso. Non possiamo immaginare di gravare ulteriormente sulle nostre associazioni e di mettere a rischio la loro sopravvivenza. Il terzo settore va sostenuto, non colpito”.

All’origine della richiesta una procedura d’infrazione europea del 2010 arrivata a seguito di un non corretto recepimento della direttiva comunitaria sull’Iva del 2006. Le forze politiche hanno annunciato interventi e modifiche, a seguito delle proteste del terzo settore sollevate proprio nella giornata del volontariato, il 5 dicembre. “Mi auguro che il Parlamento possa intervenire per sollevare dagli adempimenti Iva le associazioni no profit fino ad ora esenti. Nel pieno rispetto del dibattito e del percorso parlamentare, mi permetto di evidenziare l’esigenza di fornire alle organizzazioni di Terzo Settore condizioni stabili e di sostegno, anche fiscale, per promuoverne l’attività, consentirne il futuro e valorizzarne il ruolo”, ha detto il ministro per le Disabilità Erika Stefani. “Non nascondo la mia preoccupazione in ordine a questa scelta che rischia di gravare pesantemente su tante realtà che operano con professionalità, dedizione, cura e a stretto contatto col pubblico e con le persone con disabilità. Spero quindi che ci possano essere ripensamenti in sede di conversione del decreto”

Sul tema si è espresso il leader della Lega Matteo Salvini: “Assolutamente NO. Un conto sono le esigenze “tecniche” di Bruxelles, altro conto sono le esigenze reali dei volontari del terzo settore, di cui la politica ha il dovere di tener conto” seguito dal senatore Alberto Bagnai, responsabile economico della Lega. “Va apprezzato lo sforzo dell’attuale Governo per chiudere infrazioni la cui responsabilità politica risale a governi precedenti, quelli che hanno negoziato la direttiva Iva non tutelando al meglio l’importante ruolo che il terzo settore svolge nel nostro Paese”. Annuncia però che “la Lega, rispondendo alle perplessità sollevate da numerose associazioni, si farà promotrice di iniziative politiche per modulare in legge di bilancio questo recepimento”. Dal fronte Pd, Antonio Misiani, responsabile Economia e Finanze, ha tentato di rassicurare: “Lavoreremo nel percorso di discussione della legge di bilancio per cancellare questa norma, sollecitando il governo ad avviare un confronto con il terzo settore per affrontare insieme la questione del regime Iva”. “Siamo basiti”, dicono le Associazioni cristiane lavoratori italiani in una nota. “Si continua di fatto a trattare le formazioni sociali come fossero una subordinata della Pubblica Amministrazione o, peggio, di qualche area politica, pensando si debbano adeguare in silenzio agli improvvisi e paradossali cambi di umore del potere”. In serata si è espresso anche il leader M5s Giuseppe Conte: “Il Movimento si adopererà a rivedere la soluzione presentata dalla Lega di superare il regime di esclusione dell’Iva per tutti gli enti del terzo settore”, ha scritto su twitter. “Siamo disposti anche a ridiscutere l’attuale regime di disciplina, ma non possiamo trascurare che tutte le iniziative di solidarietà sociale vanno incentivate anche attraverso la semplificazione del regime contabile e le agevolazioni fiscali. Il principio di sussidiarietà implica anche questo: semplificare lacci e lacciuoli per tutte le associazioni che svolgono un ruolo importantissimo nell’aiuto e nel sostegno di chi si trova in difficoltà”.

 

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