Picchiava moglie e figli piccoli sordomuti con una cinghia e un bastone: indagato il padre

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SALENTO (Lecce) – A scuola disegnava il papà e diceva che era “brutto” e cattivo”. Il disagio impresso sui fogli, però, ha immediatamente allarmato le maestre che, senza perdere tempo, hanno segnalato il tutto in Questura. Così è scattata un’indagine, avviata solo pochi mesi fa, in cui tra risulta indagato un uomo per maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie e dei figli, sordomuti come la madre. L’inchiesta è coordinata dalla pm Erika Masetti (magistrato in frorza al pool dei magistrati che si occupano dei reati contro la persona e le fasce deboli). Gli inquirenti hanno raccolto la nota della scuola e le dichiarazioni della bambina acquisite dagli agenti della Squadra mobile in un secondo momento.

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E sono stati ricostruiti i casi che, per il momento, costituiscono l’ossature delle accuse confluite nella richiesta di incidente probatorio. L’uomo, sordomuto anche lui, avrebbe adottato un comportamento autoritario e violento sulla moglie e i figli facendoli vivere in condizioni penose. Pizzicotti, schiaffi, calci e pugni per comunicare con la consorte aggredita di sovente anche con la cinghia dei pantaloni e in una circostanza picchiata così violentemente da riportare dei lividi sull’avambraccio. E poi le vessazioni sui figli. Sul bambino in particolare perché racconta l’informativa della Mobile, il piccolo sarebbe stato financo colpito con il bastone di una scopa in testa.

Fatti e contestazioni tutte da dimostrare (al netto delle difficoltà a dialogare per le evidenti problematiche che potrebbero aver fatto faintendere gesti e azioni) consumate in un contesto estremamente complesso e difficile con cui i servizi sociali si sono dovuti imbattere. E proprio per cristallizzare al meglio le accuse nella giornata di venedrì 21 ottobre era previsto l’ascolto protetto delle persone offese davanti alla giudice per le indagini preliminari Alessandra Sermarini ma l’incidente probatorio è saltato per un guasto dell’impianto di fonoregistrazione (problematica che meriterebbe un approfondimento a parte). La giudice ha comunque disposto una perizia psicodiagnostica su tutti i compomenti della famiglia per accertare la loro capacità a testimoniare e di intendere e di volere al momento del fatto.

L’indagato è difeso dall’avvocata Chiara Fanigliulo.

 

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