Disabile violentato (sordomuto), via i domiciliari al 21enne. E’ già libero

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REGGIO EMILIA – E’ di nuovo libero il 21enne pakistano arrestato con l’accusa di violenza sessuale su minore aggravata dalla disabilità della vittima.

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di Manuela Catellani – 19 agosto 2017

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, tenutosi stamane in tribunale a Reggio Emilia, il giovane ha ammesso il fatto, sostenendo però che il ragazzino, di 13 anni sordomuto e suo vicino di casa, era consenziente. La decisione del giudice per le indagini preliminari Giovanni Ghini ha colto molti di sorpresa: revoca dei domiciliari e obbligo di firma con divieto di avvicinamento alla vittima.

Il fatto è avvenuto il 10 luglio scorso in un comune della Bassa Reggiana che non è stato reso noto per tutelare il ragazzino. Mentre stava giocando, il 13enne è stato adescato dal vicino di casa che lo ha condotto in un luogo isolato e ha abusato di lui. Il racconto della vittima è stato confermato dalle indagini dei carabinieri. Il 18 luglio scorso il sostituto procuratore Maria Rita Pantani ha presentato richiesta di custodia cautelare in carcere per il 21enne. La richiesta è stata accolta dal giudice solo dopo un mese, il 16 agosto. Durante l’interrogatorio di garanzia, l’indagato non ha respinto le accuse.

L’accusa ha chiesto il carcere, anche per un problema di domicilio: il conoscente che ha ospitato il 21enne ai domiciliari non lo vuole più e la residenza ufficiale dell’indagato è presso una famiglia che ha tre minori. Tra il carcere e una misura più blanda, il giudice ha fatto una scelta che farà discutere. Secondo il legale del 21enne, l’avvocato Domenico Noris Bucchi, è stato premiato il comportamento collaborativo tenuto sia in fase di indagine che in aula. Il sostituto procuratore Pantani ha annunciato ricorso contro la decisione del gip.

La Caramellabuona: “Quando la giustizia è debole”
Il presidente dell’associazione onlus, Roberto Mirabile, ha commentato e criticato con fermezza la decisione del giudice di rimettere subito in libertà il 21enne in attesa del processo. “Sono assalito da un sentimento di sconforto misto a incredulità, mentre cerco, caratterialmente, di contenere la rabbia crescente. Di fronte alla confessione del soggetto, il giudice di Reggio Emilia ha concesso addirittura la libertà con obbligo di firma e divieto di incontrare la vittima. Mi spiace signor Giudice, mi dispiace signora Giustizia: non ci siamo proprio. Non capite, non volete capire che cosa combinate, in questo modo, nelle vittime, nei cittadini, nei criminali stessi”.

Mirabile ha quindi aggiunto: “Quanto sopra vale per tanti altri reati, non solo per gli abusi sessuali di cui mi occupo da oltre 20 anni. Una giustizia applicata con stupido buonismo non potrà mai funzionare, perché non distingue il confine naturale fra il ‘buono’ e il ‘cattivo’, fra Abele e Caino”.

“Molti benpensanti lamentano, schifati – le parole di Mirabile – della crescente rabbia fra i cittadini, di toni alti e parole grosse, anche in internet. Allora, signori intellettualoidi ipocriti che vi permettete di giudicare stando in poltrona nei vostri salotti indossando cachemire e abiti firmati, chiedetevi obiettivamente, se ci riuscite, il perché tanta gente ‘normale’, che abita in quartieri ‘normali’, che vuole passeggiare normalmente per strada, si sente sempre più insicura, non capita, presa in giro. Pochi mesi fa, il governo aveva varato il decreto per inasprire alcune pene per reati orrendi: ecco il risultato, davanti gli occhi di tutti”.

“Fatemi un favore: smettetela di urlare al ‘razzista fascista’, perché ne ho – tanti cittadini come me ne hanno – le scatole piene. Non potete, ogni volta che qualcuno la pensa diversamente da voi, casomai si esprime in modo colorito e semplice, metterlo alla berlina sputandogli addosso aggettivi che – se giustificati ancora oggi – forse apparterrebbero più a voi benpensanti. I fascisti, diceva un intellettuale vero, si distinguono in due gruppi: i fascisti e gli antifascisti.

Infine, Mirabile ha dedicato un pensiero alle forze dell’ordine: “Mi dispiace tanto per voi. Che tristezza sudare sette camicie e rischiare ogni giorno, per poi subire la beffa dal loro stesso datore di lavoro, lo Stato”. Per tutti questi motivi, “abbiamo indetto per giovedì 24 agosto dalle 21 alle 22 davanti al tribunale una manifestazione alla quale sono invitati tutti i cittadini per dimostrare indignazione per una giustizia inesistente ma anche affetto e solidarietà a un bambino abusato e successivamente umiliato”.

Spadoni (M5S): “La scarcerazione immediata mina la credibilità della giustizia”
“L’immediata scarcerazione con obbligo di firma dell’autore dello stupro nei confronti del minore disabile è di una gravità inaudita”. Così la deputata reggiana del Movimento 5 Stelle Maria Edera Spadoni, che ha aggiunto che “verrà presentata un’interrogazione ai ministri competenti e avviato ogni passo istituzionale per far sì che questi episodi, che minano in primo luogo la credibilità della giustizia e dello Stato, non si ripetano. L’autore risulta essere un pakistano richiedente asilo. Come membro della commissione affari esteri chiederò di bloccare immediatamente l’iter di richiesta asilo e di avviare quanto prima la procedura di espulsione del richiedente che, al momento, risulta a piede libero”.

Melato (Lega Nord): “Dove soggiornerà il richiedente asilo?”
“All’indomani della decisione di scarcerare il richiedente asilo che si è reso protagonista dell’efferata violenza ai danni del bambino con problemi di disabilità, la Lega Nord vuole esprimere sdegno e preoccupazione. Questi non sono i segnali che la nostra magistratura dovrebbe dare a chi commette questi reati catalogabili tra quelli più odiosi e deprecabili – ha detto Matteo Melato della Lega Nord reggiana – ma dovrebbe stroncarli in maniera netta e inequivocabile. Probabilmente, l’unica legge che occorrerebbe in questi casi è quella del carcere intesa come regola tra detenuti che non tollera abusi di ogni tipo sui bambini. Il pericolo sociale di questa persona è elevato pertanto è doveroso che tutta la cittadinanza sappia dove questa persona soggiornerà perché è necessario che le famiglie con bambini che abiteranno vicino a questo mostro siano informate del pericolo che corrono. L’autodisciplina l’avrà pure mostrata durante lo stato di fermo, ma non l’ha di sicuro mostrata quando ha attirato nei campi il povero bambino e ha abusato di lui. Chi ci dice che si dimentichi ancora una volta della sua straordinaria autodisciplina e non commetta ancora un simile gesto?”.

Rubertelli (Alleanza Civica): “Servono istituzione con la I maiuscola”
“La legittima decisione della magistratura ha generato profondo sconcerto e anche violenta rabbia tra i reggiani che da tempo lamentano la disaffezione delle istituzioni nei loro confronti – le parole di Cinzia Rubertelli – Pertanto, ci vogliono istituzioni con la I maiuscola perché incontrando le persone e ascoltando le loro storie si avverte un clima di generale malcontento e istintiva rassegnazione. Dall’inizio del mio mandato mi batto come consigliere comunale affinché la gente venga riportata al centro dell’attenzione della politica, altrimenti lo scollamento tra cittadino e Stato diventerà permanente. Non è il momento di invettive di stampo ideologico o del ricorso a slogan elettorali, bensì di sano realismo e buon senso poiché ci troviamo di fronte a una situazione complessa e delicata che richiede la collaborazione di tutti e un dialogo costante con la cittadinanza. Una democrazia che non garantisce sicurezza e certezza della leggi è destinata a scomparire lasciando il Paese in balia di una tendenza autodistruttiva che lascerà alle future generazioni le macerie dei valori su cui si fonda il vivere civile”.

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