Depressione a Palazzo Chigi nel Governo Andreotti in nove punti con i quali ho “suggerito” al Governo Provvedimenti Legislativi

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Parlamento
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Sono grato al dott. Gianni Letta, già Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per l’avermi invitato a partecipare all’incontro di riflessione sulla depressione avvenuto nella Sala Verde di Palazzo Chigi il giorno 17 marzo 1978, dalle ore 10 alle ore 15, soprattutto per l’opportunità di esporre in nove punti quanto si ritiene urgente e necessario per l’assistenza psichiatrica in Italia e questo anche in vista di possibili iniziative Legislative che dovranno essere prese per “arginare” questo flusso di malattia che ha messo in allarme la società.

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Far fronte a questa emergenza doveva essere l’obiettivo di questo Incontro Interministeriale presieduto dal Sottosegretario dr.Gianni Letta , presenti oltre al Ministro per la Salute Sirchia, il titolare delle comunicazioni Gasparri, il Ministro per gli Affari Regionali La Loggia, il Sottosegretario di Stato Antonio Guidi, rappresentanti delle Regioni, della Scuola, dell’Università, delle Società Scientifiche di Psichiatria, Pediatria, Neuropsichiatria, dell’Infanzia e Gerontologia, Medici di Medicina Generale e Volontariato, in tutto circa 70 persone .

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E’ emerso che la depressione è una patologia che rischia di trasformarsi in una vera e propria epidemia ed il Piano Nazionale contro la stessa depressione si svolgerà in ambito Centrale, Regionale e Locale.

E’ stata una “Rassegna Piramidale” per la depressione dal punto di vista Scientifico e Farmacologico che ha pur un suo grande valore, ma il “problema” insistente e persistente resta di diversa valutazione perché è reale e di grande delicatezza che merita una grande sensibilizzazione della Cultura Sanitaria e soprattutto della considerazione umana se non è accompagnato da adeguati interventi caratterizzati da intenti marcatamente umani e solidaristici.

In un’ampia, per quanto breve panoramica, ho svolto sulla criticità più acuta, quindi sul disagio mentale che malgrado “Campagne, Giornate” o quello che si vuole di sensibilizzazione avente come obiettivo principale proprio l’ottenimento della piena integrazione dei soggetti disabili, ci trova nell’incognita applicazione di unità d’intenti e di proponimenti come speravo.

 

Mi si consenta di ripetere questo nove punti :

 

  1. Eventuale costituzione di un Fondo Speciale Economico (Dopodinoi).
  2. Possibile attivazione della Ricerca Scientifico-Farmacologica sulle malattie mentali ed infettive .
  3. Aggiornamento assegni di assistenza.
  4. Deducibilità dal reddito complessivo agli effetti IRPEF delle spese socio-alberghiere.
  5. Riforma Ospedali Psichiatrici Giudiziari.
  6. Proibizione assoluta della terapia elettroconvulsionante e braccialetto elettronico.
  7. Aumento dei posti letto da 15 a 30 negli Enti Ospedalieri.
  8. Riqualificazione Operatori Sanitari.
  9. Nelle strutture residenziali esistenti , spazio verde esterno.

 

Mi auguro che si possa riprendere quel “Tavolo Tecnico”, non di Rassegna Tecnico-Scientifica, ma di proposte proiettate nel futuro, non di inutili esternazioni, ma di immensa considerazione che il “malato” ed i suoi familiari sono “schiacciati” dal peso di una grossa croce, senza contare che la pubblica opinione è costernata e smarrita perché teme per la propria sicurezza a causa dei continui episodi di lucide follie derivanti dalla carenza di Servizi Pubblici ed “altro”.

Operare da parte delle Istituzioni per lo sviluppo integrale dell’uomo significa anche cercare nella Ricerca Scientifica e Farmacologica, nella Scienza Medica e nei Provvedimenti Legislativi una civile risposta a questo grave ed urgente disagio sociale.

E con le parole del S.Padre Giovanni Paolo II° “Andiamo avanti con speranza”.

Previte

previtefrancesscofelice@gmal.com

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