La bozza del dl Trasporti non contiene la gratuità della sosta sulle strisce blu per le auto dotate di contrassegno europeo

Il Governo si è dimenticato del diritto alla mobilità delle persone con disabilità. È la denuncia che arriva da Cittadinanzattiva insieme all’Unione Italiana per la lotta alla distrofia Muscolare UILDM e alla società di consulenza VERA Studio.

Le associazioni hanno infatti inviato una lettera ai Ministri Giovannini e Stefani per chiedere la modifica dell’art.9 della Bozza di decreto legge Trasporti. La richiesta è quella di «rendere ovunque gratuita la sosta sulle strisce blu per i veicoli dotati di apposito contrassegno europeo».

Disabilità, mobilità e decreto Trasporti

La bozza del decreto legge Trasporti che sta circolando in questi giorni non prevede infatti la gratuità della sosta sulle strisce blu per le auto dotate del contrassegno europeo. Mentre sembra ci siano multe salate per chi parcheggia sui posti riservati ai disabili: si parla di un raddoppio delle sanzioni che andranno da un minimo di 168 a un massimo di 672 euro.

La richiesta è dunque quella di rispettare e garantire il diritto alla mobilità delle persone con disabilità. Perché a oggi, denunciano le associazioni, a decidere sono i Comuni, dunque in alcune città la sosta è gratuita, in altre invece bisogna pagare le strisce blu. Già più volte il Parlamento ha chiesto di intervenire per fare in modo che le persone con disabilità abbiano gli stessi diritti di tutti, compreso quello alla mobilità.

«Il diritto ad una piena e agevole mobilità non deve dipendere dalla buona volontà di un Sindaco – dicono Cittadinanzattiva e UILDM – Oggi una persona con disabilità che vive a Roma non paga la sosta sulle strisce blu, mentre colui che vive a Taranto è tenuto a pagarla. Una situazione a macchia di leopardo unica in Europa che non ha nulla a che vedere con l’autonomia comunale».

Disabilità: garantire i diritti ovunque

A oggi nella bozza c’è solo la generica indicazione ai Comuni di prevedere stalli dedicati alle persone con disabilità, spiegano dalla società VERA.

«I diritti devono essere garantiti ovunque allo stesso modo – dice Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva – mentre questa situazione mostra che alcuni Comuni fanno pagare la sosta oraria ai veicoli al servizio delle persone con disabilità, senza peraltro garantire alle stesse una adeguata mobilità. Basti pensare alle barriere architettoniche nelle nostre città, ai marciapiedi bloccati e ai pochi posti dedicati, spesso occupati abusivamente da automobilisti. Non si può pensare di far pagare la sosta sulle strisce blu quando i pochi stalli dedicati sono spesso già occupati. Molti automobilisti che accompagnavano disabili sono stati persino multati per aver sostato nelle strisce blu senza pagare la tariffa oraria. Oltre al danno la beffa».

Qualche Comune, denunciano da UILDM, non vuole rinunciare a fare cassa.

«La cosa che più dispiace è che questa situazione – prosegue Marco Rasconi, presidente di UILDM – riguarda Amministrazioni di città e comuni di medie e piccole dimensioni – spesso in località turistiche – che non vogliono rinunciare a modesti introiti, pur sapendo che la normativa, sia europea che nazionale, è improntata alla salvaguardia della nostra vita sociale. La mobilità sostenibile non è solo quella legata alla transizione ecologica delle auto o ai monopattini ma è soprattutto quella legata al rispetto dei diritti della persona, come prevede la stessa Agenda 2030 delle Nazioni Unite».

 

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