È morto Alan Kempster il pilota dell’impossibile

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Tanto coraggioso quanto talentuoso, Kempster era un esempio di forza e determinazione: persi la gamba e il braccio destro, infatti, era tornato a correre in sella ad una moto appositamente modificata, dimostrando al mondo che “tutto è possibile”. Vederlo girare in pista era uno spettacolo: in suo omaggio, il documentario Traguardi – La forza invisibile è da oggi disponibile on line gratuitamente

Quando tutto è possibile

A 56 anni compiuti da poco, è morto nella sua casa di Yarrawonga, in Australia: Alan Kempster era un pilota dilettante assurto a fama mondiale per il suo coraggio, la sua determinazione e l’incredibile talento. Dopo il grave incidente stradale del 1990 – un frontale contro un camion guidato da un ubriaco – Alan perse la gamba e il braccio destro, trovando però la forza di tornare a correre in sella ad una moto appositamente modificata. Lo faceva senza protesi, regalando ai fan uno spettacolo tanto incredibile quanto emozionante. “Dopo l’incidente pensavo che non avrei mai più camminato, figuriamoci fare sport – ricordava Alan – Ho intrapreso lo sci nautico e ho rappresentato l’Australia ai mondiali e ho vinto tre titoli. Ma c’era una cosa che mancava nella mia vita, ed era la moto. Ho deciso di comprarla, di adattarla e di tornare a gareggiare…” Una passione trasformata in missione: dare coraggio alle persone che non avevano la sua stessa forza. ”Voglio che mi vedano e che dicano: se riesce a farlo lui, posso farlo anche io”, spiegava Alan.

Nell’estate del 2014 aveva corso sul circuito del Mugello per la gara internazionale organizzata dall’associazione Onlus Di.Di. Diversamente Disabili: in quell’occasione, la giornalista sportiva Fiammetta La Guidara aveva realizzato il documentario “Traguardi – La forza invisibile”, raccontando le storie di tre piloti diversamente abili tornati a correre in moto. Uno di loro era proprio Alan, gli altri due sono Emiliano Malagoli, presidente e fondatore della Onlus Di.Di Diversamente Disabili e Nicola Dutto, campione europeo tornato a correre dopo aver perso l’uso delle gambe.
Voleva che l’avventura della sua vita diventasse sempre più popolare – ricorda Fiammetta La Guidara –  E aveva un motto che da quel giorno è diventato anche il mio: ‘Tutto è possibile’. E lui ne era la prova. Ora che Alan non potrà più dimostrare in pista il suo coraggio, spero che la sua storia continui a tramandarsi, e personalmente farò di tutto affinché la sua memoria non venga mai dimenticata”.
La promessa di La Guidara si concretizza nell’immediato rendendo disponibile online, gratuitamente, il documentario che lo vede protagonista.
Qui il link per “Traguardi – La forza invisibile”, sotto un video con una breve intervista e qualche spezzone della sua impresa al Mugello
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