Bologna città accessibile, un’app e una mappa tattile per persone con disabilità visiva

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Due iniziative del progetto ROCK Bologna che renderanno la città più inclusiva e più creativa. E che potrebbero guidarla al premio europeo Città accessibile 2021.

Un’app che, dal nome, è già un hashtagBoForAll, Bologna per tutti. E poi, una serie di mappe tattili nella piazza delle due Torri, la Ravegnana. Sono due delle iniziative che potrebbero aggiudicare a Bologna il Premio europeo città accessibile 2021 (Access city Awards) e che vedranno la luce tra poco più di un mese. A idearle il progetto europeoROCK (Regeneration and Optimization of Cultural heritage in Knowledge and creatives cities), con l’obiettivo di aiutare persone con disabilità visiva a orientarsi nei luoghi culturali della zona universitaria, come via Zamboni, piazza Verdi e Puntoni, e le strade annesse. E nel quartiere storico del Quadrilatero, a due passi dal Crescentone. Le cartine indicative, in piazza di porta Ravegnana, non temeranno nemmeno il Covid-19. Soprattutto se, prima dell’uso, si farà attenzione alla prevenzione personale: «Saranno rivestite di una speciale pellicola prodotta con nanotecnologie al titanio che dovrebbe impedire il trasferimento di virus e batteri tra gli utenti che, per utilizzarla, dovranno necessariamente toccarla con le dita», spiega Mauro Bigi, membro dello staff comunale di Fondazione Innovazione Urbana.  

Entrambe le idee puntano a rendere il capoluogo emiliano più fruibile: «Abbiamo voluto rinnovare il tradizionale concetto di “visita guidata”, che rischiava di non essere sempre inclusivo», spiega Veronica Ceruti, responsabile del settore Promozione e Turismo del Comune. E invece, stando a quanto dicono i loro creatori, BoForAll potrà essere utilizzata veramente da tutti. In primis, da chi ha una disabilità visiva, perché tutte le indicazioni proposte possiedono una corrispettiva traduzione vocale. Da chi ha un deficit uditivo, perché le informazioni scritte saranno corredate da traduzioni video in LIS, la lingua dei segni. Da chi ha una disabilità motoria, in quanto verranno rilevati anche i tratti di pavimentazione disconnessa, o i possibili ostacoli sul cammino. E poi, dai turisti, perché si potrà optare per la visualizzazione della pagina di navigazione in lingua inglese: «Sarà utile anche alle matricole. A tutti quei ragazzi che si avvicineranno per la prima volta alla zona universitaria e che avranno bisogno di essere guidati nei luoghi della cultura», continua Ceruti. Più fasi del progetto, tra riflessione e sperimentazione. 

Molte le realtà del territorio coinvolte: «È stato complicato mettere insieme le esigenze delle tante associazioni che si occupano di abilità alternative», spiega Valentina Gianfrate, ricercatrice in Tecnologia dell’Architettura e Design dei Servizi del dipartimento di Architettura di Bologna. E continua: «A un certo punto, noi del team Rock, abbiamo chiesto loro di fare uno sforzo. Di immaginazione. Ma anche di pianificazione: di un sistema nuovo, che potesse andare oltre lo standard. Così, dopo la mappa tattile, si è sentita forte la necessità di avere anche un supporto digitale accessibile». E aggiunge: «BoForAll è il frutto di un processo molto lungo. Non c’è niente, in questa app, che non sia stato sperimentato su campo. Ed è questo il suo potenziale: connettere abilità diverse, e mettere a sistema le necessità di ognuno». Un punto di partenza, verso una realtà urbana più partecipata, sostenibile e creativa: «Le città non sono fatte solo di luoghi, ma anche di persone che vivono quei luoghi. E che ne preservano l’importanza» ricorda Danila Longo, professoressa associata di Tecnologia dell’Architettura dell’Università di Bologna. E infatti, BoForAll potrà essere aggiornata di continuo, in ogni momento e in tempo reale dal Comune, sulla base anche delle segnalazioni degli utenti. E avrà l’accesso da remoto, perché proprio nessuno possa perdersi la bellezza di una passeggiata e visita in città, anche se virtuale. 

 

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