App made in Roma aiuta le persone sorde a usare il cellulare

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Il telefonino ha rivoluzionato la nostra vita. Al cellulare dobbiamo per esempio la sicurezza di poter essere soccorsi in qualsiasi momento. Ma non tutti possono usufruire di questa possibilità.

di Ilaria Giupponi

Come gli oltre 70mila non udenti presenti nel nostro Paese, e i 5 milioni con problemi generici di udito. Pedius, la app di Lorenzo di Ciaccio – ingegnere di 32 anni, nato a Gaeta ma romano di studi e adozione (al centro nella foto) – nasce per questo: «Dare voce a chi non ce l’ha», recita il claim. Pedius, attraverso le tecnologie di riconoscimento e sintesi vocale, trasforma in tempo reale una chat in voce e viceversa. La app di messaggistica è pensata per situazioni di emergenza (come chiamare i soccorsi), ma anche per rendere accessibile pratiche appartenenti alla vita quotidiana: una telefonata a un customer care, la prenotazione di un ristorante o di un appuntamento medico, parlare con la scuola dei propri figli. 

Nel 2013 Lorenzo, allora consulente informatico di una multinazionale, viene colpito dalla storia di Gabriele: «Ebbe un incidente e non poté chiamare né il carroattrezzi né un’ambulanza. Perché era sordo». Partono in tre, lui, Stefano La Cesa e Alessandro Gaeta , rispettivamente 34 e 29 anni e anche loro ingegneri informatici. Oggi la società ha 12 dipendenti e 17mila utenti. In quattro anni ha fatto il giro del mondo: presente in nove Paesi, sono approdati anche in Brasile e in Cina. Disponibile in 6 lingue, la applicazione, gratuita, ha un tasso di crescita annua del 40% e ha già raccolto quasi due milioni di finanziamenti.

Se un’azienda intende dotarsi del servizio, cosa deve fare? «Basta andare sul sito nella sezione dedicata all’accessibilità delle aziende. In pratica», spiega Lorenzo, «la app si sostituisce non solo al centralino ma anche all’intermediario, rendendo indipendenti le persone sorde». L’azienda comparirà nell’elenco dei servizi accessibili. Sulla stessa scia, a novembre nascerà la versione per gli anziani. «Intorno ai 70 anni uno su 10 ha problemi di udito.

Questa app permetterà di sottotitolare una telefonata», spiega Lorenzo. «Praticamente un karaoke».

 

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