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di Marco Drogo – TorinoToday

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Anni e anni di innovazione e ricerca, producendo prodotti che sono diventati iconici in Italia e nel mondo. La Urmet, nata a Torino nel 1937, ha appena compiuto 85 anni. La sua prima sede era in via Sacra di San Michele 55. Oggi, in via Bologna, è presente la Direzione Generale, gli uffici marketing, amministrativi e di Ricerca e Sviluppo, oltre alla gran parte dei magazzini e di tutte le attività di direzione e logistica.

Urmet, ritenuta “la regina dei citofoni” progetta e commercializza sistemi di videocitofonia,  domotica, telefonia, sistemi professionali di antintrusione, videosorveglianza e antincendio, controllo ambiente e controllo accessi.

Urmet Spa ha sempre avuto radici stabili anche sul resto del territorio italiano ed è l’azienda principale di Urmet Group, un gruppo formato da oltre 60 società che garantiscono una presenza capillare e consolidata in tutto il mondo.

Recentemente ha ottenuto un importante riconoscimento, venendo inserita tra le “Top 500” aziende di Torino e provincia secondo lo studio condotto da PwC (Pricewaterhouse Coopers) e pubblicato recentemente con i dati riferiti al difficile anno 2020. All’interno della classifica Top 500 nata da questa analisi panoramica, Urmet si riconferma una delle più importanti realtà industriali del territorio, posizionandosi al 57°posto nella classifica globale, senza arretramenti rispetto al 2019.

Un videocitofono innovativo

Per gli 85 anni, al Lingotto di Torino, è stato presentato in anteprima un videocitofono con funzioni per non vedenti e non udenti, il primo sul mercato con queste caratteristiche. VOG 5 permette di controllare le funzioni videocitofoniche tramite pressione sui tasti di comando, anche tramite gesti che attivano il sensore dedicato.

Un’importante innovazione infine riguarda le funzioni di risposta e apriporta, utilizzabili anche da persone non vedenti poichè sui lati del monitor sono presenti tacche in rilievo che identificano la posizione dei pulsanti: nella versione IP tutte le funzioni vengono mostrate con specifiche icone sul display per persone non udenti.

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Foto da: urmet

“Un vero e proprio salto in avanti nell’hi-tech che deve essere a disposizione di tutti, anche e soprattutto delle persone con disabilità, dei non udenti o non vedenti. La tecnologia deve essere accessibile anche alle persone più fragili, fornendo supporto, assistenza, tutela e protezione”, ha detto Daniele Micheletti, product manager Urmet per la videocitofonia

 

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