L’UE approva la nuova direttiva per l’audiovisivo

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Novità in vista per il mondo dell’audiovisivo. Il Parlamento Europeo ha approvato infatti – con 452 voti a favore, 132 contrari e 65 astensioni – una nuova direttiva relativa ai servizi televisivi, che porta con sé una serie di modifiche in campo pubblicitario e contenutistico.

In particolare, le nuove misure prevedono una maggiore libertà di gestione degli intervalli pubblicitari per le tv e una nuova percentuale obbligatoria di contenuti europei che dovrà essere rispettata dai servizi on demand, come Netflix e Amazon Prime Video.

Vedremo più pubblicità in tv?

Sul fronte pubblicitario, fino ad ora le normative europee imponevano una durata massima del 20% di ogni ora di programmazione, quindi 12 minuti. La nuova normativa conferma tale limite, ma lo rende “flessibile”, applicandolo a due diverse fasce orarie: tra le 6 e le 18 e tra le 18 e mezzanotte, e dando la possibilità alla rete di adattare il limite alla propria offerta.

Questo vuol dire che, se complessivamente il tempo dedicato agli spot sarà lo stesso, esso potrà essere modulato in maniera diversa dalle reti di ora in ora, anche in base a quando l’audience è maggiore: ad esempio un’emittente potrà ipoteticamente scegliere di trasmettere 22 minuti di spot dalle 21 alle 22 e altri 2 minuti dalle 22 alle 23. In ogni caso, è stato fissato che tra un intervallo pubblicitario e l’altro dovranno passare almeno 30 minuti.

Più contenuti europei sulle piattaforme on demand

Altro tema è poi quello dei contenuti, su cui la direttiva tiene conto delle nuove piattaforme video on demand come Netflix & Co.. Per queste società, le nuove misure impongono che il catalogo si componga di almeno il 30% di contenuti europei, e che essi siano posti in rilievo in modo opportuno. Tali piattaforme dovranno inoltre contribuire allo sviluppo di produzioni audiovisive europee, investendo direttamente nei contenuti o contribuendo ai fondi nazionali.

Altre misure contenute nella direttiva prevedono l’estensione delle protezioni per i minori – non veri e propri filtri, ma un meccanismo che consenta agli utenti di segnalare contenuti “sensibili” e alla piattaforma di rispondere rapidamente a tali segnalazioni – anche ai servizi come Netflix, e l’obbligo di rendere disponibili i contenuti per le persone non vedenti o non udenti entro il 2027.

La direttiva sarà sugellata definitivamente dal Consiglio dei ministri, ed entrerà in vigore il ventesimo giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea. Da allora, gli stati avranno 21 mesi per recepirla.