Festival del Silenzio 2019: festival internazionale di performing arts con un focus sull’accesso di lingua e comunicazione

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Forte di quanto ottenuto lo scorso anno (oltre 2000 spettatori in tre giorni e la Medaglia del Presidente della Repubblica), il Festival del Silenzio si appresta quest’anno ad ampliare i propri orizzonti.

Milano – La seconda edizione del festival internazionale di performing arts con un focus sull’accesso di lingua e comunicazione promosso da Fattoria Vittadini con la direzione artistica di Rita Mazza, in programma da giovedì 2 a domenica 5 maggio 2019 alla Fabbrica del Vapore di Milano, ha infatti sviluppato una forte connessione con Ietm, network mondiale di operatori culturali che vedono nelle performing arts uno strumento di cambiamento e coesione sociale, facendosi promotore di un modo di fare cultura e arte inclusive.

Milano – L’edizione 2019 del Festival del Silenzio ospita dunque il Satellite Meeting Ietm sul tema Barriere di lingua e comunicazione nelle performing arts per discutere, attraverso incontri, spettacoli ed esercitazioni, del loro abbattimento, prendendo le mosse da una domanda: alla luce delle differenze di lingua, comunicazione, nazionalità per ciascuno di noi si può parlare di accesso equo alla cultura?

Il programma del Festival del Silenzio 2019 prevede un ampio spazio dedicato alla performance dal vivo con artisti internazionali (elemento fondamentale per avvicinare nuove categorie di pubblico e per proporre prodotti artistici di qualità poco presenti nelle programmazioni dei teatri e dei festival italiani), ma anche workshop, lezioni, cinema, mostre, Kindergarten bilingue italiano/lingua italiana dei segni e attività per bambini a cura di Lisabilità e altre esperienze.

Chi ama la danza può scegliere tra le proposte della categoria Bodies: quattro diverse poetiche e quattro diversi approcci al corpo, al movimento, alla coreografia. Ariella Vidach (AiEP, It/Ch) con Voxsolo (giovedì 2, ore 22.30) dà vita a uno spazio/paesaggio in cui la performer reinventa il rapporto con la voce, i suoni, le immagini; Mele Broomes (V/Da, Uk) in Void (venerdì 3, ore 20.00; sabato 4, ore 22.30) reimmagina il romanzo cult di J.G. Ballard Concrete Island attraverso la lente di una protagonista nera (rispetto all’originale maschio bianco), intrecciando la danza con ambientazioni visive in continua evoluzione manipolate dal vivo. Attinge invece alle sue origine vietnamite il coreografo Dam Van Huynh (Uk) che con Đep (venerdì 3, ore 21.30; sabato 4, ore 20.00) mette in scena un inno alla bellezza e alla vita. Chiara Bersani (It) con il suo Gentle unicorn (giovedì 2, ore 21.00) dà invece corpo, respiro, carne e sangue ad un essere mitico diventato nel tempo una (inflazionata) icona pop.

Idealmente collegata anche la performance firmata da Fattoria Vittadini (It), iLove (venerdì 3, ore 20.00; sabato 4, ore 22.30), storico duetto al maschile sull’amore di e con Cesare Benedetti e Riccardo Olivier che, dopo aver girato in Italia e all’estero per oltre 6 anni, ritrova ora nuova linfa grazie all’innesto della lingua italiana dei segni, che affianca la danza e rende la performance totalmente fruibile a un pubblico misto.

Chi è interessato ad uno sguardo sul contemporaneo si può orientare tra i progetti realizzati in collaborazione con Zona K, centro culturale di Milano dedicato all’incontro tra discipline artistiche e culture che ha intrecciato un comune percorso sul contemporaneo con Fattoria Vittadini. Generazione Glocale (giovedì 2, ore 18.00) è una performance partecipativa che si domanda chi siano le tribù globali e locali delle città di oggi; Peregrinus (domenica 5, ore 17.00) di Kto Theatre (Pl) è invece lo spaccato di una giornata di un comune uomo del XXI secolo, diviso tra casa e lavoro, in un mondo in cui il consumismo è l’unica religione; My Place (giovedì 2, ore 19.45) di Qui e ora Residenza Teatrale e Silvia Gribaudi (It) si confronta invece sul ruolo del corpo femminile nel mondo contemporaneo.

È uno sguardo sul contemporaneo anche quello di Fragile Artists (It), collettivo interdisciplinare di performer, fotografe e una drammaturga che indaga sulla relazione tra danza e fotografia, contaminando le due arti e realizzando performance sul rapporto tra corpo e identità nella società contemporanea. Il collettivo propone Fragile di e con Noemi Bresciani (giovedì 2, ore 19.00)  e FeMale (sabato 4  e domenica 5, ore 16.45) sul rapporto/contrasto tra maschile e femminile.

Sono idealmente accomunati da un’indagine sulla Comunicazione Oggi altri due progetti internazionali. Hallo! di Aidyn Teker (Tr) sul non sentire e non essere sentiti (venerdì 3, sabato 4 e domenica 5, ore 17.00), e Where are you now? di Kay Schuttel (Nl),  performance site-specific che indaga la meccanizzazione dell’uomo al tempo dei dispositivi digitali e delle comunicazioni social (giovedì 2, ore 17.45; venerdì 3, ore 18.00; sabato 4, ore 17.30; domenica 5, ore 18.00).

Non possono mancare le Esperienze, ossia proposte in cui il pubblico è chiamato a prendere parte in prima persona. Si’lɛntusjose Tracce di Laboratorio Silenzio (It), gruppo teatrale composto da performer sordi e udenti, è una camminata silenziosa in fila indiana in cui i partecipanti possono riscoprire in modo extraquotidiano lo spazio che li circonda e lasciare tracce del loro passaggio attraverso piccole azioni performative (venerdì 3, ore 17.00; sabato 4 e domenica 5, ore 14.30). In Minor Place di Giorgia Ohanesian Nardin (It/Am) il pubblico è invitato ad accedere allo spazio scenico, con la libertà di decidere in qualsiasi momento di interrompere, condividendo una pratica di empatia e osservazione comune (sabato 4, ore 18.15; domenica 5, ore 21.00).

È un gradito ritorno invece Mim – The Medium is the Massage di Jacques-André Dupont (Fr/Co), coreografia tattile che nel 2018 ha appassionato un foltissimo pubblico (venerdì 3 e sabato 4, ore 10.00, 18.00 e 20.00 ; domenica 5, ore 12.00, 18.00, 20.00, 23.00): l’esperienza è aperta ad un piccolo gruppo di spettatori che riceve sul proprio corpo la coreografia tattile, mentre altri spettatori restano in osservazione prima di invertire i ruoli. È un’esperienza Sul Silenzio quella proposta da Tecnologia Filosofica (It) in Boule de Neige (domenica 5, ore 20.00) che accompagna il pubblico in un viaggio tra percezione e suggestione, silenzio e gestualità, movimento e video.

Per entrare in contatto con la cultura segnante e conoscere le potenzialità espressive e artistiche delle lingue dei segni ci si orienta su Sign Art Culture: in Dante in Visual Art (venerdì 3, ore 12.00 e 18.00; sabato 4, ore 17.00) il giovane e talentuoso attore segnante Filippo Calcagno (It) della compagnia Emit Flesti (It), narra alcuni canti dell’Inferno dantesco accompagnato dalla voce dell’attrice Maria Vittoria Barrella, mentre le illustrazioni di Gustave Doré evocano gli stessi passi. Una performance che coniuga immagine, voce e segni risultando completamente fruibile da un pubblico misto.

Realizzata grazie al sostegno del bando In principio era il Segno promosso dal Festival del Silenzio, la performance Nel segno del Minotauro (domenica 5, ore 15.30) di Carlo Maria Vella (It) nasce come sperimentazione di diversi linguaggi non verbali e vede in scena attrici sorde e udenti.

La serata Visual Sign Performances (sabato 4, ore 21.00) è invece un’occasione unica per conoscere la poesia in lingua dei segni, lo storytelling, il visual vernacular e altre forme espressive tipiche della cultura sorda segnante. In scena Valentina Bani e Lucia Daniele (It) con testi poetici composti da loro o tradotti da testi scritti, Nikita Lymar (Ru) che propone poesie scritte in lingua dei segni russa, sua lingua madre, poi tradotti in russo e italiano scritto, lingua dei segni internazionale e visual vernacular dallo stesso artista; Fabio Zamparo (It) è invece un artista di visual vernacular, tecnica narrativa utilizzata per raccontare storie in modo cinematografico utilizzando segni, gesti ed espressioni facciali che rappresentano personaggi e azioni, come fossero visti dalla macchina da presa.

Allo stesso modo le lezioni di introduzione alle lingue dei segni e alla loro cultura tenute da Rita Mazza sono perfette per avvicinare i neofiti. Non manca inoltre la selezione video a cura di Cinedeaf, unico festival internazionale di cinema sordo ideato in Italiache anche quest’anno propone alcune significative esperienze cinematografiche.

Numerose le attività collaterali che arricchiscono il programma. Tra queste le visite guidate al Cimitero Monumentale condotte in lingua italiana dei segni da Martina Marchi a cura di Umane AlterAzioni, le lezioni di yoga in lingua dei segni, i workshop condotti dalla star internazionale del teatro visivo Ramesh Meyyappan, dal coreografo Dam Van Huynh e dalla fotografa Sara Colzi, i momenti di networking (Aperisign, aperitivo in cui usare la lingua dei segni per ordinare, i party, il late night meeting point) sono momenti pensati per permettere agli spettatori di conoscere la lingua italiana dei segni e la sua cultura e viverla per una manciata di ore con leggerezza.

I biglietti per gli spettacoli del Festival del Silenzio 2019 hanno prezzi che variano dai 10 ai 15 euro; per ulteriori informazioni visitare il sito ufficiale o telefonare al numero 366 8767721.

https://www.mentelocale.it

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