Apostrofata come sorda da un’operatrice del Cup “Ci sono rimasta male”

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Rimproverata da un’operatrice del Cup perché sorda

A raccontare quanto le è accaduto alcuni giorni fa in ospedale è una donna di 75 anni di Macerata, che si era rivolta al centro prenotazioni per fissare una visita.

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“Non appena sono arrivata allo sportello l’operatrice mi ha detto ‘Ecco, è arrivata la sorda’ – racconta la donna –. Sì, sono sorda le ho risposto, e allora, cosa posso farci? Porto l’apparecchio e adesso, dietro alle mascherine e al vetro degli sportelli non è facile per me capire cosa viene detto. La sordità è un handicap, non sono felice di avere questa difficoltà ed essere apostrofata in quel modo mi è dispiaciuto molto.

Anche perché le operatrici sono lì per fare il loro lavoro e non dovrebbero rivolgersi in quel modo alle persone che si recano in ospedale per necessità. Per fortuna non tutti sono come la signora dell’altro giorno, un’altra volta c’è stato un ragazzo molto gentile che, quando ha saputo che ero sorda, mi ha tranquillizzato e si è alzato in piedi per farmi capire meglio quando parlava”.

 

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