PUBBLICITA

TORINO. Da quando c’è il coronavirus i sordi vivono un doppio isolamento.

Non possono sentire, e nemmeno più guardare le labbra, coperte dalle mascherine. Uscire di casa e compiere azioni semplici, come fare spesa, possono diventare imprese a volte impossibili, soprattutto per i più anziani. Nasce così l’idea di inventare un sistema agile e veloce di consegna a domicilio.

PUBBLICITA

Progetto Carrefour ed ENS Torino

Il progetto è di Carrefour Italia e parte da Torino. In particolare, da un’intuizione di Michele De Luca, a capo dell’Iper Carrefour di Grugliasco.

Già mesi fa, prima della pandemia, De Luca aveva avviato per cento dipendenti corsi di formazione per imparare la Lis, Lingua dei segni italiana. Grazie alla collaborazione con l’Ente nazionale sordi, il progetto di Carrefour è partito e si è ampliato.

Delivery e WhatsApp

Il nuovo servizio di «delivery» funziona con ordini da inviare tramite Whatsapp. O attraverso un messaggio scritto, o un video. Sono disponibili per rispondere dipendenti che conoscono la lingua dei segni. E sempre usando la Lis è stato registrato un video con tutte le istruzioni per accedere al servizio, disponibile anche sulla pagina Facebook di Ens Torino. Per i supermercati che non hanno lo smartphone, c’è il call center «chiam@ens».

«Tutto è nato – spiega De Luca – quando ero direttore del Carrefour di Collegno, dove c’era una presenza forte di clienti sordi. Ho conosciuto una persona del consiglio dell’Ens e ho iniziato a capire quali erano le criticità per chi entrava nel nostro supermercato». Da quell’incontro è nato un protocollo che prevede varie attività, a partire dall’apprendimento della lingua. «Cinquanta dipendenti – sottolinea il direttore di Grugliasco – hanno già frequentato i primi due corsi per imparare la lingua dei segni italiana. Stava per partire il terzo corso a marzo. Verrà fatto non appena il coronavirus lo consentirà. I nostri dipendenti già formati sono riconoscibili perché indossano una spilla col simbolo della Lis. Un segno che fa sentire una persona sorda meno invisibile quando entra in un nostro supermercato».

Con l’arrivo della pandemia, racconta De Luca, «dall’Ente nazionale sordi mi hanno spiegato che sono sempre di più le persone che hanno difficoltà ad uscire di casa. La mascherina è una criticità, così abbiamo adattato la spesa al telefono. Luca, nostro dipendente di Grugliasco, che è sordo, ha fatto un video per spiegare come funziona.

Informazioni

Chi vuole fare la spesa può comunicare con un numero di cellulare (3668765396) e noi arriviamo. Con Whatsapp inviamo un catalogo in pdf, a cui possono essere aggiunti degli articoli». Il progetto include le zone di Beinasco, Collegno, Grugliasco, Rivoli e alcuni quartieri di Torino. E’ in via di espansione, anche nel resto d’Italia. —

 

PUBBLICITA
Notizia