Usare le mascherine trasparenti può garantire la qualità didattica: le disposizioni del Cts

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Il Comitato tecnico scientifico (Cts), nelle sue ultime disposizioni per il rientro a scuola, ha aperto alla possibilità di far utilizzare mascherine trasparenti certificate per arginare possibili contagi da Covid-19.

“All’inizio sarà distribuita agli insegnanti delle scuole per sordomuti e poi immagino anche agli altri istituti”, afferma Paolo Pandin, fondatore dell’azienda Under Shield che in provincia di Padova produce una mascherina trasparente certificata. Parlando alla rivista specializzata “Orizzonte Scuola”, Pandin spiega che “Dopo essersi messi in contatto con il ministero dell’Istruzione, abbiamo ricevuto indicazioni dal team del commissario Domenico Arcuri a cui abbiamo dato la documentazione tecnica della nostra mascherina trasparente”.

“A giorni – prosegue l’imprenditore – dovrebbe arrivare l’omologazione come dispositivo di protezione certificato dal ministero della Salute. Siamo pronti con la produzione delle mascherine su grande scala”.

La questione dei Dpi (dispositivi di protezione individuale) è uno dei temi al centro del dibattito pubblico sul rientro in classe previsto per il prossimo 14 settembre. Le mascherine trasparenti, certificate e rispondenti ai requisiti stabiliti dalle autorità competenti, hanno importanti implicazioni dal punto di vista didattico e pedagogico. Se per i sordomuti la trasparenza è necessaria per la lettura delle labbra, anche i docenti, specialmente per quello che riguarda la scuola dell’infanzia e la primaria, hanno nelle espressioni facciali uno strumento fondamentale per la trasmissione dei concetti, che non può prescindere dall’interazione emotiva e sociale. Viceversa, l’utilizzo di dispositivi trasparenti da parte degli alunni permetterebbe agli insegnanti di cogliere espressioni del viso e segnali importanti per la gestione della didattica. (Res)

 

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