Mascherine per sordi, Mirijello (ENS): “Serve certificazione nazionale”

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(Nella foto il vicepresidente della sezione ENS Lamezia Francesco Scalise)

Anche e soprattutto in questa fase di emergenza, gli interpreti per i sordi stanno svolgendo un lavoro eccezionale. Dal Papa a Conte, dalla Protezione civile ad altre comunicazioni locali la lingua dei segni (LIS) sta raggiungendo quella fascia di popolazione altrimenti esclusa causa deficit uditivo.

Ma nella vita di ogni giorno i sordi rischiano di essere tagliati fuori dalle comunicazioni interpersonali per via delle mascherine che coprono la bocca e quindi impediscono di leggere il labiale.

“In effetti andiamo incontro a grandi difficoltà – scrive rispondendo alle domande di Calabria7 il presidente regionale Ente Nazionale Sordi Antonio Mirijellodifficoltà di comunicazione già alte prima ed ora con i dispositivi anti-contagio ancora più accentuate”

La soluzione delle mascherine trasparenti potrebbe essere risolutiva?

“Speriamo. Stiamo ricevendo piccoli stock in varie zone d’Italia. In effetti la trasparenza consente di vedere ovviamente i movimenti delle labbra ma c’è un dubbio di fondo notevole”.

Quale?

“Si tratta – continua Mirijello – di dispositivi fai da te che non sono ancora certificati e che quindi non possono essere utilizzati in modo appropriato. Senza contare l’eventuale problema dei costi. In ogni caso si stanno testando diversi prototipi”.

Qualcuno le sta adottando anche in Calabria?

“Si, già da qualche settimane ne sono state donate una cinquantina alla nostra sezione di Lamezia Terme (Catanzaro), Se n’è fatto carico un consigliere comunale (Giancarlo Nicotera ndr) attraverso una piccola azienda artigiana locale.”

Quando avrete indicazioni?

“Pensiamo al più presto in quanto il nostro presidente nazionale si è fatto portavoce presso il Governo Conte”.

Intanto è andato in porto un importante progetto sanitario.

“Si  tratta di un iniziativa in collaborazione con TIM e prevede la disponibilità di tablet nei reparti COVID d’Italia. Attraverso questi dispositivi – conclude Antonio Mirijello – i medici potranno chiamare in ausilio gli interpreti ENS per stabilire un corretto canale tra il reparto ed i pazienti sordi. Gli stessi tablet potranno servire per le comunicazioni tra l’ammalato e la sua famiglia.”

 

 

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