Dichiarazione shock dell’OMS: “Coronavirus, è pandemia”

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Non ci sono più indugi né diplomazie. Quella del Covid-19 è autentica pandemia. La parola tanto temuta è stata pronunciata oggi dal direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanon Ghebreyesus sgombrando il campo da qualunque equivoco. Pandemia, termine che identifica un nuovo virus in diffusione globale contro cui la maggioranza degli esseri umani non ha contromisure immunitarie, significa prima di tutto allarme mondiale ed intervento diretto dell’OMS stessa.

La paura sta dilagando con la stessa rapidità di diffusione della malattia. In tutto il pianeta sono 114 i Paesi infettati, vale a dire il 60% delle realtà geopolitiche riconosciute. L’unica eccezione tra i continenti è rappresentata dall’Antardide il cui tasso di popolazione umana è comunque infinitesimale. In Italia, ormai terzo Paese al mondo per numero proporzionale di aumento dei casi, il computo è di oltre 10mila contagiati in appena due settimane e mezza dalla proclamazione della prima emergenza, con più di 800 morti ed un migliaio di guariti. La sanità pubblica italiana sta sopportando un carico di malati critico ed a preoccupare maggiormente è la curva dei contagi che appare sempre più in salita.

L’OMS ora avrà certamente più libertà di movimento e di intervento, inviando i propri specialisti nei Paesi con maggiore criticità (fino ad oggi Cina, Corea del Sud, Italia e Iran) ma anche nel resto d’Europa, dove si segnalano casi in aumento in Spagna, Francia e Germania. Un discorso a parte saranno gli Stati Uniti, finora sordi agli allarmi a causa della politica dell’Amministrazione Trump: da ora in avanti l’inquilino della Casa Bianca non potrà più fare finta di nulla di fronte alle richieste di Ghereyesus e dei suoi specialisti.

Tornando all’Italia, da più parti si invoca massima attenzione allo sviluppo dei prossimi dieci giorni, tra aumento dei contagi e gestione dei ricoveri. Le aziende ospedalieri, grazie anche al pronto supporto di numerosi cittadini che stanno donando fondi supplementari per l’acquisto di materiale medico, stanno combattendo una dura battaglia contro una malattia per cui non esiste ancora una cura specifica ed immunizzante. Se il Paese saprà superare il periodo critico, anche con provvedimenti drastici come la chiusura di alcuni servizi pubblici e l’obbligo per i cittadini a rimanere nelle proprie case, si potrà guardare avanti con maggiore speranza

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