Coronavirus, come e quando far ricorso alla Telepediatria

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Con gli ospedali intasati rappresenta una valida alternativa ai servizi sanitari in presenza. Le indicazioni dell’Istituto superiore di Sanità: l’erogazione di prestazioni a distanza deve prevedere una progettazione personalizzata sul paziente. Condivisione medico-paziente di documenti clinici e amministrativi

PALERMO – Già durante la prima ondata da Covid-19 e adesso con la seconda ondata è sempre più alto il numero di prestazioni sanitarie che vengono rimandate. In un momento in cui esiste la limitazione dei movimenti e delle capacità di ricezione delle strutture sanitarie, una valida alternativa all’erogazione dei servizi sanitari in presenza è rappresentata dal ricorso alla telemedicina. Con gli opportuni accorgimenti, è possibile ricorrere a questa tipologia di prestazioni sanitarie anche nei bambini, così come si legge all’interno del rapporto dell’Istituto superiore di sanità “Indicazioni ad interim per servizi sanitari di telemedicina in pediatria durante e oltre la pandemia Covid-19”.

Alcune delle componenti più importanti della telepediatria sono rappresentate dalla televisita, teleriabilitazione, telemonitoraggio dei parametri clinici e coaching a distanza (ossia il tutoraggio per mezzo di videochiamate o app specifiche). La telemedicina idonea alla popolazione pediatrica deve essere costituita da un insieme di funzioni, principalmente cliniche ma anche amministrative, tali da consentire al medico di fornire una prestazione di pari o superiore livello rispetto a quella erogata in presenza, oppure capace di integrarla efficacemente.

L’erogazione di prestazioni sanitarie a distanza deve prevedere un’attenta progettazione personalizzata rispetto alla condizione di salute del paziente e alle sue competenze comportamentali, linguistiche, e cognitive. Durante la visita effettuata in regime di telepediatria deve essere possibile la condivisione dal paziente al medico e viceversa di documenti clinici (quali monitoraggio di dati, referti specialistici, terapia in atto) o amministrativi (quali piani terapeutici, ricette dematerializzate o meno, richieste di consulenza specialistica).

Generalmente possono essere effettuate in regime di telemedicina le visite per patologie acute non urgenti, visite di follow-up in pazienti stabili sia cronici che post-acuti, monitoraggio di pazienti cronici attraverso dispositivi, screening attraverso la somministrazione di questionari, counseling e riabilitazione per alcune condizioni. Per garantire l’accessibilità ai servizi sanitari da parte delle famiglie con disabilità visiva, sordità o con connettività limitata, è opportuno garantire servizi aggiuntivi a supporto dell’accessibilità da remoto: in particolare, si tratta di servizi organizzati in logica hub-spoke.

In ogni caso, la disponibilità del paziente e della famiglia per le prestazioni di telemedicina dovrebbe essere sempre verificata con i diretti interessati per mezzo di un contatto preliminare. Tale contatto sarà utile anche per raccogliere il consenso informato verso le procedure medico-assistenziali che si vogliono mettere in atto con sistemi di telemedicina, incluse ovviamente le informazioni necessarie alla valutazione dei loro rischi e benefici.

Al contrario, è fortemente sconsigliato fare ricorso alla telepediatria nei casi di pazienti instabili o in situazioni che possono evolvere verso un’urgenza, quando il contesto familiare non è adeguato, quando le abilità cognitive sono gravemente compromesse e nei pazienti con storia di abuso o violenza.

 

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